Antonio Valentino

Luca Canali, Ognuno soffre la sua ombra,
da Catullo a Giovenale: i grandi nevrotici della poesia latina
Bompiani - Milano - 2003

 

L'ultimo libro di Luca Canali, grande latinista, ma anche poeta e romanziere di buona fama (tra le sue opere di narrativa, vanno ricordate almeno Il sorriso di Giulia e Diario segreto di Giulio Cesare) è costruito con ma-teria molto familiare all'Autore. Ma la ragione del libro non è storico-letteraria, quanto piuttosto artistica. È infatti una narrazione in cui si mescolano elementi biogra-fici e richiami antologici di sette poeti della latinità (Catullo, Lucrezio, Virgilio, Orazio, Properzio, Lucano, Giovenale) con invenzioni letterarie capaci di assicurare al racconto le giuste saldature e la trama connettiva; prima fra tutte, quella della "cor-nice" nella quale si collocano e si dipanano le storie dei sette poeti-personaggi, impre-ziosite da brani tratti dalle loro opere, spesso suggestivi in sé, ma anche esemplificativi di una ricerca che, senza nulla togliere alla loro grandezza, fa emergere lati misteriosi e nascosti, propri di una umanità "comune", che ci li fa sentire più vicini.
La cornice è quella dei luoghi dove operano psica-nalisti ante litteram dell'anti-chità, veri e propri personaggi nati dalla fantasia dello scrittore (ma Antonio Musa - nel racconto, figura a tutto tondo, indulgente e severo, acuto indagatore e attento comunicatore - e Tessalo di Tralles sono, ci ricorda lo stesso Canali in premessa, davvero esistiti), che in "sedute" che assomigliano molto a quelle dei nostri giorni, gettano luce sulle zone d'ombra dei poeti considerati e sui traumi che ne avrebbero segnato l'esistenza.
Viaggi dentro la psiche, dunque, e discorso intorno all'uomo, alle sue ansie (Catullo: "Vorrei veramente provare ad essere quello che sono, senza gli orpelli del poeta erudito e di letterato famoso cui mi costringe l'attesa dei critici e della gente cosiddetta colta"), alle sue paure (Musa ad Orazio: "Tu sei cresciuto e ed hai amato nella dipendenza , giovandoti di essa e sentendoti in colpa, sbilanciato negli opposti sentimenti di attaccamento e distacco che in te non pote-vano non coesistere... Hai paura del contatto con la tua ombra"), alle sue ossessioni (Virgilio e il suo rifiuto delle pulsioni dell'eros), ai suoi rapporti problematici e spesso conflittuali col potere (Pro-perzio e Giovenale) e col pro-prio tempo (Lucrezio: l'acu-tezza della sua polemica no-bile e persuasiva contro una umanità che si tormenta nell'o-dio reciproco, nella violenza e nella brama di ricchezza, che pure non riesce a liberarlo dal peso che gli schiaccia l'animo e gli offusca la mente, impe-dendogli di tradurre la sua ribellione in gesti opposti all'indifferenza e allo spirito di ingordigia che avvelena l'animo della gente; non riuscirà infatti a con-cludere il suo poema e morì, qualcuno disse, suicida).
Racconti sempre vivaci e accattivanti, mai inutilmente eru-diti, in cui una trama di saggezza che mai scade nel moralismo, rende la lettura stimolante, oltre che piacevole.
Ma la presente segnalazione nasce anche da una motivazione, diciamo così, professionale, "scolastica", nel senso di "attenta alle questioni del fare scuola". Perché questo libro è, per alcuni versi, una ricerca che può essere anche un modo di fare insegnamento letterario. In quanto sug-gerisce e costruisce approcci non scontati agli Autori, una indagine sulla genesi pro-fonda non tanto della scrittura, quanto della trama di pensiero e umanità che sorregge le opere e che diventa tutt'uno con la forma e la ricerca stilistica. E fa venire il desiderio di aprire con un animo diverso i Carmina di Catullo o il De rerum natura di Lucrezio.
 

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