L'educativo creativo

Marilena Menicucci (a cura di)
L'educativo creativo. Fantasia e didattica nella scuola di oggi
Casa Editrice Valore Scuola, Roma, 2001 - pp. 144 , L. 22.000

 

Si tratta di un volume che può essere definito provocatorio, divertente, multiforme, pratico e teorico insieme, ricco di rimandi e di approfondimenti per qualsiasi insegnante che voglia porsi di un gradino più in alto nei modi dell'insegnare o che voglia proseguire sulla strada della liberazione della fantasia indicata da Rodari tanti anni fa.
La prima parte, curata dalla Menicucci, offre un ampio panorama del pensiero filosofico, letterario e psicologico sul tema della fantasia e creatività nell'età evolutiva e in quella adulta. Sono pagine che inevitabilmente suscitano nuove curiosità ed inducono ad addentrarsi in altri percorsi speculativi più specializzati e recenti, che portano avanti il lavoro dei nostri precursori: Rodari con la sua "Grammatica della fantasia" e Lucio Lombardo Radice con l'"Educazione della mente". Particolarmente interessanti le citazioni riguardanti la Maureen Murdoch e i suoi esercizi, nonché quelle relative ad Edward De Bono sul pensiero laterale. 
Nei capitoli successivi si entra nel concreto. Si vuole rispondere alla domanda di "come si fa in pratica a stabilire un incontro tra docente e alunni capace di motivare un apprendimento completo da tutti i punti di vista:, dal cognitivo all'affettivo".
Così, tra i giochi linguistici più o meno semplici, più o meno conosciuti, Gianfranco Staccioli offre ricchissimi e divertenti esempi di lavoro, che nella loro apparente leggerezza e giocosità sono una vera ginnastica della mente. Staccioli, addentrandosi nella storia dei giochi linguistici e degli autori che se ne sono occupati, cita Umberto Eco e testi pubblicati tra il 1991 e il 1999 sull'argomento. La sola lettura dei titoli di queste pubblicazioni mette voglia di andare a consultarli. Tra i tanti esempi di lavoro riportati, appare sorprendente un testo elaborato da una classe quinta sulla geografia della Germania dove non è mai usata la lettera "G", ottenendo tuttavia una descrizione scorrevole e completa.
Nella terza parte Ennio Peres ci porta nel campo della matematica, luogo privilegiato del pensiero analitico umano, che va ben oltre la meccanica intelligenza artificiale. Troviamo così esempi di enigmi matematici, trappole mentali enunciati ingannevoli e apparenti complessità per la soluzione dei quali occorre uscire dagli schemi, in altre parole impegnarsi in libera fantasia. 
Quasi a seguire il percorso matematico non poteva mancare il tema del computer, del suo uso nella scuola e della potenzialità di Internet. Qui la domanda è: L'abbondanza di tecnologia disponibile lascia spazio alla creatività? I mezzi tecnologici possono facilitare anche la fantasia? L'interattività sviluppa veramente le capacità selettive? O che altro c'è da chiedere a questi strumenti?
A scuola come a casa il computer non può restare per i ragazzi un contenitore di giochi o di informazioni, ma diventare uno strumento per lavorare più in fretta e meglio, perciò sarà indispensabile imparare a scegliere, selezionare, giudicare, dubitare, sfrondare, confrontare, usando procedimenti mentali disincantati e autonomi. Marco De Marco e Marilena Menicucci affrontano il problema da diverse angolazioni comprese quelle socio-economiche. Le risorse per il futuro non stanno nelle macchine o nella tecnologia, ma nell'uomo e nelle sue capacità imprenditoriali - creative e altrettanto nella eliminazione di ciò che impedisce la libertà delle persone. 
Come sesto capitolo l'uso didattico della fantasia nell'animazione teatrale è trattato da Luciano Falbo in modo tanto chiaro e affascinante da non aver bisogno di alcun commento; c'è solo da leggerlo e da inventarsi come far posto a qualcosa di analogo nella propria programmazione. 
Conclude questo multiforme libro una gustosa divagazione fantastico-poetica sui piaceri della immaginazione o, se volete, su "sussurri e grida della fantasia" firmata da Wanda Martinez. 

Teresa Vergalli

 

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