Luigi Calcerano

Luciano Garofano
Delitti imperfetti
Marco Tropea Editore, 2004

 

 

Nell’ambito della narrativa che in Italia definiamo gialla, la crime story, ed in particolare la narrativa di storie criminali realmente accadute, ha i suoi appassionati, tra i quali non mi annovero.
Il fatto che un bel giallo sia tratto dalla realtà, poco aggiunge ai suoi valori, una brutta storia non si nobilita per il fatto d’esser realmente avvenuta, se non per i patiti della “Cronaca Vera”, del gossip, del mostruoso e dell’abnorme. A questo sottogenere è ascrivibile Delitti imperfetti.
Da quando ho pubblicato il mio primo romanzo giallo (Calcerano & Fiori, L’uomo di vetro, Il ventaglio, ora nella raccolta Uomo di vetro, uomo di Piombo, Valorescuola) molti mi hanno domandato se almeno qualcosa di quanto scrivevo "era vera", ed ho sempre trovato una tale domanda fastidiosa e, peggio, le risposte, più o meno sincere, le ho sempre sentite fuori tema, insoddisfacenti per me, sebbene normalmente riescano a soddisfare i curiosi.
Io scrivo fiction non cronaca nera (con tutto il rispetto per chi riesce a fare l’uno e l’altro a livelli altissimi, geniali, come l’amico Carlo Lucarelli) ed il mio lettore ideale, più che domandarsi, ad esempio, chi c’è dietro il personaggio di Filippo Argenti, sindacalista Cgil, cane sciolto ed investigatore (sei tu, è Fiori, è uno che conosciamo?) dovrebbe tener presente che “in effetti, i romanzi mentono - non possono fare altrimenti, ma questa è solo una parte della storia. L'altra è che, mentendo, esprimono una strana verità, che può essere espressa solo se dissimulata e occultata, mascherata da quello che non è.1
L’autore del mitico La zia Julia e lo scribacchino, libro che mi ha molto intrigato ed influenzato e che, ritengo, tutti devono leggere o aver letto (non mi dilungo, qui, ad illustrarlo, chi si fida di me e non l’ha letto lo legga al più presto) ha espresso felicemente la situazione di tutti quelli che si fanno tentare dalla scrittura di un romanzo al giorno d’oggi: “in tutto quanto ho scritto, sono partito da alcune esperienze ancora vive nella mia memoria e stimolanti la mia immaginazione e ho fantasticato qualcosa che riflette in modo molto infedele quei materiali di lavoro. Non si scrivono romanzi per raccontare la vita ma per trasformarla, aggiungendovi qualcosa.”2
Tutto ciò premesso, cedendo al fascino della contraddizione, cui tante volte mi ha iniziato il mio coautore Fiori, consiglio caldamente la lettura di Delitti imperfetti, che ha come enigmatico e rivelatore sottotitolo “sei delitti per il Ris di Parma”.
L’Autore è tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri, si è laureato in Scienze Biologiche, si è specializzato in tossicologia forense e dal 1995 dirige il Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) di Parma, che stende la sua ala su tutto il Nord Italia ed è un vero fiore all’occhiello per le forze dell’ordine del nostro Paese.
Per un appassionato lettore di narrativa poliziesca sarà l’occasione di aggiornarsi sulle moderne tecniche d’indagine, senza rimanere scientificamente fermo al guanto di paraffina ed alla vecchia rilevazione delle impronte digitali. Come giallista devo tenermi al corrente degli sviluppi della criminalistica, delle analisi che la scienza mette a disposizione degli investigatori, da quella strana con gli osteoni al procedimento complesso che consente di prelevare le impronte digitali anche quando la mano è completamente carbonizzata (si possono immergere in alcoli a gradazione decrescente e in soluzioni fisiologiche che reidratano i tessuti). A un lettore le sei indagini degli scienziati dell’Arma insegneranno tante cose interessanti e curiose, permettendogli di pretendere qualcosa di più dai colleghi rimasti, nelle storie, alla scienza di Sherlock Holmes.
Per chi, sulla base magari delle regole del giallo, che sempre Valorescuola ha pubblicato 3, volesse misurarsi nella narrazione, quasi ogni pagina fornisce uno spunto, una suggestione narrativa.
Il libro, che non è e non vuol essere la raccolta di storie gialle, è scritto bene, la narrazione è svelta, pulita e accattivante, il sapore del suspense non manca, con un lievissimo retrogusto di verbalizzazione burocratica che non si può non apprezzare!
E poi, per gli amatori… i metodi scientifici riguardano anche casi famosi come la sparizione di Ferdinando Carretta e la storia di Erika e Omar a Novi Ligure


Note

1. Mario Vargas Llosa, La verità delle menzogne, Milano, Rizzoli,1992.
2. Mario Vargas Llosa, op. cit.

3. Luigi Calcerano, Tutte le regole per scrivere un giallo. I misteri della camera chiusa, Roma, Valore Scuola, 2002

 

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