Nell’ambito
della narrativa che in Italia definiamo gialla, la crime
story, ed in particolare la narrativa di storie criminali
realmente accadute, ha i suoi appassionati, tra i quali
non mi annovero.
Il fatto che un bel giallo sia tratto dalla realtà,
poco aggiunge ai suoi valori, una brutta storia non si
nobilita per il fatto d’esser realmente avvenuta,
se non per i patiti della “Cronaca Vera”,
del gossip, del mostruoso e dell’abnorme. A questo
sottogenere è ascrivibile Delitti imperfetti.
Da quando ho pubblicato il mio primo romanzo giallo (Calcerano
& Fiori, L’uomo di vetro, Il ventaglio,
ora nella raccolta Uomo di vetro, uomo di Piombo,
Valorescuola) molti mi hanno domandato se almeno qualcosa
di quanto scrivevo "era vera", ed ho sempre
trovato una tale domanda fastidiosa e, peggio, le risposte,
più o meno sincere, le ho sempre sentite fuori
tema, insoddisfacenti per me, sebbene normalmente riescano
a soddisfare i curiosi.
Io scrivo fiction non cronaca nera (con tutto il rispetto
per chi riesce a fare l’uno e l’altro a livelli
altissimi, geniali, come l’amico Carlo Lucarelli)
ed il mio lettore ideale, più che domandarsi, ad
esempio, chi c’è dietro il personaggio di
Filippo Argenti, sindacalista Cgil, cane sciolto ed investigatore
(sei tu, è Fiori, è uno che conosciamo?)
dovrebbe tener presente che “in effetti, i romanzi
mentono - non possono fare altrimenti, ma questa è
solo una parte della storia. L'altra è che, mentendo,
esprimono una strana verità, che può essere
espressa solo se dissimulata e occultata, mascherata da
quello che non è.”1
L’autore del mitico La zia Julia e lo scribacchino,
libro che mi ha molto intrigato ed influenzato e che,
ritengo, tutti devono leggere o aver letto (non mi dilungo,
qui, ad illustrarlo, chi si fida di me e non l’ha
letto lo legga al più presto) ha espresso felicemente
la situazione di tutti quelli che si fanno tentare dalla
scrittura di un romanzo al giorno d’oggi: “in
tutto quanto ho scritto, sono partito da alcune esperienze
ancora vive nella mia memoria e stimolanti la mia immaginazione
e ho fantasticato qualcosa che riflette in modo molto
infedele quei materiali di lavoro. Non si scrivono romanzi
per raccontare la vita ma per trasformarla, aggiungendovi
qualcosa.”2
Tutto ciò premesso, cedendo al fascino della contraddizione,
cui tante volte mi ha iniziato il mio coautore Fiori,
consiglio caldamente la lettura di Delitti imperfetti,
che ha come enigmatico e rivelatore sottotitolo “sei
delitti per il Ris di Parma”.
L’Autore è tenente colonnello dell’Arma
dei Carabinieri, si è laureato in Scienze Biologiche,
si è specializzato in tossicologia forense e dal
1995 dirige il Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris)
di Parma, che stende la sua ala su tutto il Nord Italia
ed è un vero fiore all’occhiello per le forze
dell’ordine del nostro Paese.
Per un appassionato lettore di narrativa poliziesca sarà
l’occasione di aggiornarsi sulle moderne tecniche
d’indagine, senza rimanere scientificamente fermo
al guanto di paraffina ed alla vecchia rilevazione delle
impronte digitali. Come giallista devo tenermi al corrente
degli sviluppi della criminalistica, delle analisi che
la scienza mette a disposizione degli investigatori, da
quella strana con gli osteoni al procedimento complesso
che consente di prelevare le impronte digitali anche quando
la mano è completamente carbonizzata (si possono
immergere in alcoli a gradazione decrescente e in soluzioni
fisiologiche che reidratano i tessuti). A un lettore le
sei indagini degli scienziati dell’Arma insegneranno
tante cose interessanti e curiose, permettendogli di pretendere
qualcosa di più dai colleghi rimasti, nelle storie,
alla scienza di Sherlock Holmes.
Per chi, sulla base magari delle regole del giallo, che
sempre Valorescuola ha pubblicato 3,
volesse misurarsi nella narrazione, quasi ogni pagina
fornisce uno spunto, una suggestione narrativa.
Il libro, che non è e non vuol essere la raccolta
di storie gialle, è scritto bene, la narrazione
è svelta, pulita e accattivante, il sapore del
suspense non manca, con un lievissimo retrogusto di verbalizzazione
burocratica che non si può non apprezzare!
E poi, per gli amatori… i metodi scientifici riguardano
anche casi famosi come la sparizione di Ferdinando Carretta
e la storia di Erika e Omar a Novi Ligure
Note
1.
Mario Vargas Llosa, La verità delle menzogne,
Milano, Rizzoli,1992.
2. Mario Vargas Llosa, op. cit.
3.
Luigi Calcerano, Tutte le regole per scrivere un giallo.
I misteri della camera chiusa, Roma, Valore Scuola,
2002