Separatezza, estraneità, scollamento sono termini
che di solito si usano per qualificare il rapporto fra
gli studenti e la scuola di oggi. Questo libro, che costituisce
il terzo appuntamento tra quelli fissati dal Progetto
Piazza Dante, segue, invece, la strada dell’identificazione
fra le due realtà attraverso i ricordi, assai significativi,
di una scuola che ha formato generazioni di alunni. E’
una raccolta di testimonianze vivaci ed accattivanti di
alunni che hanno frequentato la scuola di Piazza Dante
a Latina tra il 1932 e il 1955.
Il libro si propone di trovare una risposta ad alcune
curiosità storico-pedagogiche attraverso una sorta
di analisi dell’esperienza che ciascun alunno ha
fatto propria che testimonia non solo i saperi ricevuti
(“Non ricordo che la giornata fosse pesante: la
maestra passava da matematica a storia, cercando di darci
tutto senza nessuna specificazione particolare. Era leggere,
scrivere, far di conto, ma tutto in generale”- S.
D’Amico), ma anche gli incontri significativi che
hanno dato i loro frutti (“La difficoltà
era legata all’abitudine di usare il dialetto e
ai problemi con la lingua italiana. Problemi che superai
grazie alla maestra Borgia […]. Andavo da lei di
pomeriggio, […] da quel momento l’italiano
fu la materia che ho amato di più: non a caso sono
diventata professoressa di lettere”- M. Riviello)
e i diversi interessi fra alunni ed alunne (“Da
noi non c’era neanche lo scambio di figurine Panini,
come succedeva dai maschietti: noi sembravamo tante santarelle,
non ci spostavamo mai! Ma la cosa non ci pesava più
di tanto, perché era l’abitudine a rientrare
nella quotidianità” - L. De Dominicis).
C'è chi ricorda il bidello in divisa, chi l'atrio
immenso, chi l'acquario, chi i corridoi che invitavano
a correre, chi conserva ancora il ricordo dei premi e
delle punizioni, del medico scolastico e, naturalmente,
dei maestri e delle maestre.
Dai ricordi, inoltre, emergono strani cimeli, molto familiari:
figurine, cerbottane, elastici, carta carbone, tappi di
bottiglia, gli astucci (“Quelli che stavano un po’
meglio avevano già gli astucci a sacchetto in pelle,
gli altri avevano quelli in legno”.- D. Giachi),
le matite colorate (“Usavamo la matita rossa e blu
perché le biro non c’erano, i calamai sporcavano
e quindi usavamo le matite” - M. Di Giovine), il
pennino, l’inchiostro, il grembiule con il “grosso”
fiocco inamidato.
E poi i libri, il caro vecchio sussidiario e il libro
di lettura, che si ritiravano con le cedole attestanti
la gratuità dell’istruzione, la cartella,
di legno, di cuoio o di plastica. Chi è che non
ha un ricordo di tutto ciò. Perché è
vero che i bambini di ieri sono diversi dai bambini di
oggi, ma è pur vero che la “fisicità”
di certi luoghi, oggetti viene tutt’oggi proposta
identica a quella di sessanta, settanta anni fa.
Nei “nostri” ricordi merita una particolare
attenzione il banco. Il banco è stato il luogo
che ha fatto scoprire sia amicizie inattese e complicità
impreviste, al di là di barriere sociali vere o
presunte, sia repulsioni e rancori.
Il banco aveva una sua voce: le tavole di legno vibravano
se premute a dovere col piede e lasciate all'improvviso;
aveva un volto: c'erano i banchi neri, cioè nuovi,
e quelli levigati dall'uso e quindi vecchi, con le nervature
del legno in bella mostra e pieni di segni, di buchi,
di solchi scavati con la punta della penna o della matita.
E sotto, nel ripiano, nascondeva la cartella, contenente
il libro di lettura, il sussidiario, l'astuccio, la merenda,
le figurine e qualche fumetto.
L'idea che emerge da questo "archivio pedagogico"
è che "ieri" si stava a scuola più
o meno come si sta "oggi", seduti nei banchi,
a fare sempre le stesse cose, leggere, scrivere e far
di conto. Il merito del libro è di aiutarci a mettere
a fuoco i ricordi, di un periodo ormai passato, che non
hanno ancora trovato il modo di emergere. Molti alunni
si riconosceranno in alcune di queste storie e vedranno
in questi ricordi un valido aiuto per vivere meglio il
loro stare a scuola.
Il
progetto nasce nel 2001 per volontà del collegio
dei docenti della scuola elementare di Piazza Dante e
mira al recupero della memoria storica e dei documenti
necessari alla ricostruzione della storia della scuola
elementare dell’Agro Pontino e nei centri fondati
dopo la bonifica.
Il
volume si puo' richiedere alla Direzione Didattica del
I Circolo - Piazza Dante - 04100 Latina,
Tel 0773-693673