Daniela Pietripaoli

I quaderni di piazza dante 3, C’era una volta il banco.
Ovvero la scuola vista dagli alunni
A cura di Paolo Cardoni
Casa Editrice dell’architettura, Latina, 2004

 


Separatezza, estraneità, scollamento sono termini che di solito si usano per qualificare il rapporto fra gli studenti e la scuola di oggi. Questo libro, che costituisce il terzo appuntamento tra quelli fissati dal Progetto Piazza Dante, segue, invece, la strada dell’identificazione fra le due realtà attraverso i ricordi, assai significativi, di una scuola che ha formato generazioni di alunni. E’ una raccolta di testimonianze vivaci ed accattivanti di alunni che hanno frequentato la scuola di Piazza Dante a Latina tra il 1932 e il 1955.
Il libro si propone di trovare una risposta ad alcune curiosità storico-pedagogiche attraverso una sorta di analisi dell’esperienza che ciascun alunno ha fatto propria che testimonia non solo i saperi ricevuti (“Non ricordo che la giornata fosse pesante: la maestra passava da matematica a storia, cercando di darci tutto senza nessuna specificazione particolare. Era leggere, scrivere, far di conto, ma tutto in generale”- S. D’Amico), ma anche gli incontri significativi che hanno dato i loro frutti (“La difficoltà era legata all’abitudine di usare il dialetto e ai problemi con la lingua italiana. Problemi che superai grazie alla maestra Borgia […]. Andavo da lei di pomeriggio, […] da quel momento l’italiano fu la materia che ho amato di più: non a caso sono diventata professoressa di lettere”- M. Riviello) e i diversi interessi fra alunni ed alunne (“Da noi non c’era neanche lo scambio di figurine Panini, come succedeva dai maschietti: noi sembravamo tante santarelle, non ci spostavamo mai! Ma la cosa non ci pesava più di tanto, perché era l’abitudine a rientrare nella quotidianità” - L. De Dominicis).
C'è chi ricorda il bidello in divisa, chi l'atrio immenso, chi l'acquario, chi i corridoi che invitavano a correre, chi conserva ancora il ricordo dei premi e delle punizioni, del medico scolastico e, naturalmente, dei maestri e delle maestre.
Dai ricordi, inoltre, emergono strani cimeli, molto familiari: figurine, cerbottane, elastici, carta carbone, tappi di bottiglia, gli astucci (“Quelli che stavano un po’ meglio avevano già gli astucci a sacchetto in pelle, gli altri avevano quelli in legno”.- D. Giachi), le matite colorate (“Usavamo la matita rossa e blu perché le biro non c’erano, i calamai sporcavano e quindi usavamo le matite” - M. Di Giovine), il pennino, l’inchiostro, il grembiule con il “grosso” fiocco inamidato.
E poi i libri, il caro vecchio sussidiario e il libro di lettura, che si ritiravano con le cedole attestanti la gratuità dell’istruzione, la cartella, di legno, di cuoio o di plastica. Chi è che non ha un ricordo di tutto ciò. Perché è vero che i bambini di ieri sono diversi dai bambini di oggi, ma è pur vero che la “fisicità” di certi luoghi, oggetti viene tutt’oggi proposta identica a quella di sessanta, settanta anni fa.
Nei “nostri” ricordi merita una particolare attenzione il banco. Il banco è stato il luogo che ha fatto scoprire sia amicizie inattese e complicità impreviste, al di là di barriere sociali vere o presunte, sia repulsioni e rancori.
Il banco aveva una sua voce: le tavole di legno vibravano se premute a dovere col piede e lasciate all'improvviso; aveva un volto: c'erano i banchi neri, cioè nuovi, e quelli levigati dall'uso e quindi vecchi, con le nervature del legno in bella mostra e pieni di segni, di buchi, di solchi scavati con la punta della penna o della matita. E sotto, nel ripiano, nascondeva la cartella, contenente il libro di lettura, il sussidiario, l'astuccio, la merenda, le figurine e qualche fumetto.
L'idea che emerge da questo "archivio pedagogico" è che "ieri" si stava a scuola più o meno come si sta "oggi", seduti nei banchi, a fare sempre le stesse cose, leggere, scrivere e far di conto. Il merito del libro è di aiutarci a mettere a fuoco i ricordi, di un periodo ormai passato, che non hanno ancora trovato il modo di emergere. Molti alunni si riconosceranno in alcune di queste storie e vedranno in questi ricordi un valido aiuto per vivere meglio il loro stare a scuola.

Il progetto nasce nel 2001 per volontà del collegio dei docenti della scuola elementare di Piazza Dante e mira al recupero della memoria storica e dei documenti necessari alla ricostruzione della storia della scuola elementare dell’Agro Pontino e nei centri fondati dopo la bonifica.

Il volume si puo' richiedere alla Direzione Didattica del I Circolo - Piazza Dante - 04100 Latina,
Tel 0773-693673

 

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