Se
ti ammali ti licenzio
Anna
Maria Villari
Le
misure della finanziaria aprono problemi su cui
è in corso un confronto amministrazione-sindacati. Si prevede
un ampio contenzioso
L'ultima
legge finanziaria con una misura alquanto odiosa stabilisce
il rientro nelle precedenti mansioni di personale della
scuola che a quelle mansioni era stato dichiarato inidoneo
per motivi di salute. VS ne ha già parlato ampiamente, per
ultimo nel n. 1 di quest'anno, commentando la legge finanziaria,
o meglio l'articolo 35 direttamente riferito all'ambito
scolastico.
Quell'articolo, lo ricordiamo, al comma 5, recita: "Il personale
docente dichiarato inidoneo alla propria funzione per motivi
di salute, ma idoneo ad altri compiti, (...) qualora chieda
di essere collocato fuori ruolo o utilizzato in altri compiti,
è sottoposto ad accertamento medico (...). Il personale
docente collocato fuori ruolo o utilizzato in altri compiti
per inidoneità permanente ai compiti di istituto può chiedere
di transitare nei ruoli dell'amministrazione scolastica
o di altra amministrazione statale o ente pubblico". Se
non accetta di transitare "viene mantenuto in servizio per
un periodo massimo di cinque anni (...). Decorso tale termine
si procede alla risoluzione del rapporto di lavoro". Per
il personale Ata la norma è un po' peggiore di quella dei
docenti. Si legge al comma 6, infatti, che per chi è stato
dichiarato inidoneo "non si procede al collocamento fuori
ruolo. I collocamenti fuori ruolo eventualmente già disposti
(...) cessano il 31 agosto 2003". Come gestire questa materia
resa così complicata dalla finanziaria?
In questo periodo è in corso un confronto tra l'amministrazione
e i sindacati proprio su questo e i problemi, di vario ordine,
non sono pochi.
La condizione più complicata è quella degli Ata. Eppure,
il contratto collettivo prevede espressamente la possibilità
per tutto il personale dichiarato inidoneo di essere collocato
fuori ruolo o di essere utilizzato in altri compiti. La
legge interviene dunque pesantemente su una materia contrattuale
stravolgendola.
In un documento della Cgil Scuola, si fa riferimento a una
sentenza del Consiglio di Stato del 2000, nella quale c'è
scritto che "Con l'entrata in vigore della nuova disciplina
contrattuale, pertanto, l'accertata inidoneità fisica del
dipendente costituisce il presupposto per l'adozione facoltativa
di atti di utilizzazione del medesimo in altri compiti,
con o senza collocamento fuori ruolo". La questione è ovviamente
foriera di contenzioso.
Ma che succederà per gli Ata? Se l'amministrazione riuscirà
a dimostrare, caso per caso, che la mansione a cui è stato
utilizzato il lavoratore inidoneo non è più disponibile,
vuol dire che questi dovrà ritornare a quel lavoro per il
quale una commissione medica lo ha dichiarato non idoneo
e che magari è la causa delle sue condizioni di salute:
ma quale legge può obbligare una cosa del genere? Se ciò
avvenisse, tra l'altro, il disagio non riguarderebbe solo
il lavoratore in questione, ma anche la scuola che si troverebbe
un addetto, diciamo così, dimezzato.
Per i docenti dovrebbe iniziare una vasta operazione di
visite mediche. Dagli esiti di tale verifica discende che
se il docente fosse guarito rientrerebbe subito nel precedente
ruolo. In questo caso il sindacato chiederebbe una serie
di garanzie legate alle operazioni di mobilità.
Nel caso venga confermato lo stato di inidoneità si pone,
tra gli altri, il problema che l'utilizzazione non può superare
i cinque anni, oltre i quali o si passa a un'altra amministrazione
pubblica o si perde il posto. Si dà quindi per scontato
che la mansione svolta dall'utilizzato in ogni caso non
serve. Il sindacato è assolutamente contrario al passaggio
ai profili Ata, proposta circolata negli ambienti ministeriali,
non solo per la penalizzazione in termini retributivi, ma
anche perché si peserebbe ancora sugli organici Ata, già
oggetto di pesanti tagli. Al momento, quella che nella testa
dell'amministrazione doveva essere una misura di razionalizzazione
sta creando più problemi che altro. È in corso un confronto
tra le parti che potrebbe sciogliere qualche nodo, i sindacati
scuola Cgil, Cisl e Uil e lo Snals stanno lavorando per
presentare al tavolo una posizione unitaria. |