Le idee

Un programma per la conoscenza

Scuola e formazione, università e ricerca:
settori fondamentali per lo sviluppo del Paese
e per la crescita personale e civile dei cittadini

Le proposte della Cgil e della
Federazione Lavoratori della Conoscenza

presentate il 19 ottobre 2004 nell’Aula Magna dell’Università
La Sapienza di Roma su cui è aperta un’ampia discussione in migliaia di appuntamenti che termineranno a fine febbraio 2005
con una Conferenza programmatica

 

 

Un sindacato responsabile e propositivo
Stefano De Caro, Segretario regionale Flc Cgil di Roma e Lazio

Per una organizzazione sindacale è sempre necessario ancorare la propria linea politica e le proprie scelte rivendicative ad una analisi attenta e puntuale dei fenomeni che si stanno producendo e ai conseguenti obiettivi da raggiungere. Oggi ciò è ancora più necessario ed urgente. Noi della Cgil e della Flc Cgil, e prima ancora della Cgil Scuola e dello Snur, siamo stati in questi anni fra i protagonisti della lotta politica, suscitando tanti consensi, ma anche grande attenzione e alte aspettative nei nostri confronti.
Sempre di più, non solo nei posti di lavoro, ma anche all’interno di tutti i movimenti di cui siamo stati e siamo parte attiva contro le sciagurate scelte della Moratti, cresce la domanda di conoscere cosa pensiamo, cosa chiediamo e su quali prospettive.
In una fase in cui il centrosinistra è ancora incerto e titubante, più preso dalle alchimie elettoralistiche che dalla necessità di proporre al paese una vera alternativa di governo, ci è sembrato necessario, senza con questo voler condizionare le legittime proposte che la politica metterà in campo, lanciare linee programmatiche chiare, essenziali, condivise fra di noi e costruite con la Cgil.
Oggi noi procediamo su tre direttrici.
La prima: proseguire con sempre più forte determinazione e senza tentennamenti la linea di contrasto e di opposizione alle scelte regressive, autoritarie ed antidemocratiche del governo. E’ la stessa linea che ha portato oltre 3 milioni di persone in piazza il 23 marzo e che ha animato tutti i successivi momenti di mobilitazioni e le lotte che ci hanno accompagnato fino ad oggi.
La seconda, di fronte agli atti legislativi che stanno attuando i piani del governo, è costruire o ricostruire con chiarezza alcune grandi discriminanti, valori di riferimento, scelte di fondo sulle quali, a nostro avviso, non sono e non saranno possibili mediazioni né, tantomeno, aggiustamenti o emendamenti.
La terza, legata a doppio filo con le altre, è riaffermare con forza che le nostre lotte contro il disegno controriformatore del governo non poggiano nella maniera più assoluta né sulla accettazione dell’esistente né sulla possibilità di ripercorrere strade ormai improponibili. La scuola, la università, il vasto e composito mondo della ricerca per noi hanno bisogno di essere rivisitate, in alcuni casi profondamente e anche in discontinuità rispetto ad un recente passato e a scelte che in alcuni casi avevamo anche condiviso. Vogliamo rimettere al centro del ragionamento la necessità degli investimenti e delle risorse, delle condizioni del lavoro in questi settori, della qualità delle offerte, per riaffermare il ruolo strategico di una autonomia responsabile, democratica, legata al territorio e in grado di coglierne i bisogni e di dare risposte senza asservirsi al mercato o farsi vittima di un liberismo miope ed individualista. Avere elaborato un progetto non esaurisce certo il nostro lavoro, è piuttosto un punto di partenza, non siamo mai stati autosufficienti. Vogliamo parlare e confrontarci con quanti sono interessati a questi settori, compresi studenti e genitori, forti della convinzione che l’autonomia di una organizzazione risiede anche nella sua capacità di costruirsi una solida proposta.
Abbiamo preso un impegno importante: uscir fuori, coinvolgere nella discussione società civile, intellettuali, studenti, lavoratori, associazioni, partiti, movimenti e ritrovarci, ricchi dei contributi che saremo in grado di suscitare, in una vera e propria conferenza programmatica.

Torna indietro