OltrePOF
Una crociata contro i giovani
Un mondo di vecchi
Franco Frabboni
Quotidiani e telegiornali hanno popolato gli ultimi mesi
con queste notizie-scoop. Il primo ministro inglese Blair
ha lanciato - in successione - tre missili sul suo pianeta-giovani,
dando in pasto ai massmedia il suo accanimento contro
la (peggio) gioventù del suo Paese. Sono tre leggi
autoritarie - antistoriche e antieducative - introdotte
da un capo di Governo che una certa mattina si è
svegliato “forcaiolo”. Tarantolato dall’idea-fissa
che tutti i mali che flagellano il territorio britannico
sono da addebitare ai ragazzini (di scuola media e di
ginnasio), verso i quali i genitori come gli insegnanti
devono avere una tolleranza-zero: quindi, la licenza del
pugno di ferro e della massima repressione. Questa parruccona
legislazione va sotto il nome Blair contro i giovani.
Prende corpo in un primo provvedimento che autorizza papà
e mamma a percuotere senza ripensamenti i figli indisciplinati;
in un secondo provvedimento che impone il coprifuoco serale:
il divieto ai minori di 16 anni - se non accompagnati
da un adulto - a passeggiare per Londra, dal West End
(Oxford Street, Piccadilly Circus, Trafalgar Square) fino
ai distretti di Victoria e di Paddigton; in un terzo provvedimento
che prevede l’installazione in ogni istituto scolastico
di un massiccio numero di metal detector: attraverso i
raggi X si vogliono setacciare gli zainetti degli studenti
rendendo pubblica la presenza sia di oggetti “impropri”
(droga, materiali contundenti e di controinformazione),
sia di oggetti propri della “sfera-privata”
di ogni libero cittadino.
Perché questa furia a testa bassa di Blair? Risposta.
I sondaggisti del primo ministro britannico (così
come quelli del presidente americano Bush e del nostro
capo del Governo Berlusconi: sono le 3B in odore di pesante
sconfitta elettorale) considerano l’assalto, senza
esclusione di colpi, alla “riserva” giovanile
una delle strade garanti della riconferma della loro attuale
maggioranza. I sondaggi segnalerebbero la middle class
- tradizionale serbatoio di voti del moderatismo “adulto”
- sempre più impaurita dalla destabilizzazione
di cui sarebbe portatore questo mondo vitale: anticonformistico,
ribellista e trasgressivo. Potenziale anticamera - secondo
questi miopi consiglieri del re - di eversione, criminalità,
terrorismo.
La gioventù bruciata... dagli adulti
Ovviamente
non sono soltanto le probabili sconfitte elettorali a
consigliare alle 3B una plateale delegittimazione e repressione
del continente giovanile. Molto è dovuto soprattutto
alla loro ideologia neoliberista, genuflessa all’altare
del “dio-maggiore” della razionalità
economica. Dove si venera - anche - l’età
adulta. Nel senso che la globalizzazione (sregolata) dei
mercati pone lo scettro della “cittadinanza”
nelle mani della stagione adulta: simbolo di un’umanità
che lavora-produce-spende-consuma. Sono comportamenti
socioeconomici - questi - che le 3B considerano “gioielli-di
famiglia” da porre sul collo della new economy.
Le precedenti età generazionali - l’infanzia,
l’adolescenza e la giovinezza (la vecchiaia scompare
dal monitor della globalizzazione dei mercati) - vengono
scippate dei loro diritti sociali e civili, nonché
dei loro “vissuti” esistenziali più
profondi. E costrette ad anticipare (vedasi la logica
che presiede la legge Moratti di riforma della scuola)
l’uscita dalle proprie età evolutive, in
modo da potere raggiungere al più presto quelle
successive. Fino ad entrare precocemente in quella dove
troneggia l’adulto-lavoratore.
Non solo Blair contro i giovani. Da meno non sono Bush
e Berlusconi. Con sapienti megafoni allarmistici, da molti
mesi sbattono in prima pagina il pensiero divergente e
la trasgressione dei linguaggi di cui sono testimoni gli
adolescenti. Verso questo pianeta generazionale (giudicato
corpo celeste “nemico”) le tre B lanciano
missili terra-aria per fare presa - mediante una raffinata
regia mediatica - sul perbenista popolo della teledipendenza:
il cui qualunquismo mentale si tramuta in intolleranza
e in razzismo intergenerazionale quando compare sugli
schermi il popolo adolescenziale.
Bush ha aperto le danze di pedagogia adultistica e autoritaria
nel nome di chi comanda (i genitori) e chi ubbidisce (i
figli). Su questa discutibile linea educativa ha garantito
generose detrazioni fiscali all’industria dei “micro-occhi”
elettronici, che fungono da veri e propri Grandi Fratelli
azionati dai genitori. Lo scopo è quello di “spiare”
i figli quando sono soli a casa, in auto, al telefono:
tramite una sorveglianza a tutto campo garantita da microtelecamere,
computer, controlli sonori. Queste forme di spionaggio
a distanza stanno godendo di uno strabiliante successo,
dal momento che alleviano i genitori dai loro sospetti
e dalle loro paure. In una parola, dalle loro responsabilità
educative.
La pedagogia adultistica e autoritaria
Il
nostro Presidente del Consiglio ha avviato le danze di
pedagogia adultistica e autoritaria nel nome dell’embargo
della notte ai giovani (in analogia con Blair: no ai “biassanot”
con i calzoni corti). La quarantena delle discoteche dopo
le tre di notte conferma come la nostra politica di destra
abbia sempre avuto una tremenda paura dei tempi della
notte (basta risalire alla stagione del coprifuoco fascista),
considerati “vissuti” in radicale controtendenza
rispetto alla carta d’identità (perbenista-conformista-moralista)
che il fronte conservatore vorrebbe popolasse il portafoglio
di ogni ragazzo e di ogni ragazza. Di qui l’urlo,
ma la notte…no. Perché contribuisce, secondo
il Polo, a radicalizzare la divergenza dal pensiero dominante.
I giovani potrebbero ritrovare nel buio della notte i
linguaggi e gli sguardi dell’amicizia, della confessione,
della complicità, dell’emozione e del sentimento.
Sono alfabeti troppo lontani dal “sentire”
omologato da un governo conservatore. Di più. Non
appartengono neppure a quell’età adulta che
la società tutta-economia costringe, senza speranza,
alla sordità e alla cecità.