| |
tecniche
didattiche
diario di classe
Al lavoro con la Terza A e con il computer
Luca Vitali
Una
costruttiva esperienza didattica in classe con il computer
e internet: una palestra multimediale in cui i giovani
alunni si divertono e imparano senza accorgersene
«Caro
maestro, sono Michael e volevo chiederti un favore:
quando andiamo al caposcuola, mi piacerebbe stare con
Mirko nella stessa stanza, perché siamo amici,
e anche fuori da scuola andiamo molto d’accordo.
Penso che anche Mirko sia favorevole. Ciao ci sentiamo
presto, Michael»
«Ciao
maestro, sto a casa di Carlotta, ti volevo dire che
mi sono divertita un mondo alla recita di Natale, specialmente
quando Mirko ha lanciato il coltello e si è rotto!
Spero che ti sia divertito anche tu, ciao Michela»
«Ciao
maestro, sono Silvia, ho scritto una poesia per mia sorella
e te la voglio fare leggere. Non è proprio una
lettera d’autore, però ciò [!] provato:
fiori d’autunno
Fiori d’autunno,
si librano nel cielo
[…]
P.S. Se la vuoi fa leggere in classe non dire che sono
stata io! Un saluto, Silvia»
«Ciao
maestro, sono Andrea, lo spettacolo è riuscito
bene vero? Sono tornato a casa e ho parlato con la mamma
e la nonna e anche a loro è piaciuto. Sono un po’
stanco e ho anche un forte mal di gola, speriamo che non
mi viene la febbre, vado a letto con una tazza di latte
caldo. Buon fine settimana, saluti.
P.S.: Maestro, ti ricordi quando oggi, mentre leggevi
Harry Potter, mi hai chiesto cosa era successo? Bè,
aveva ragione Matteo che ha detto che volevo fare il presentatore
dello spettacolo, perché secondo me non è
giusto che una persona prende le parti e poi si assenta
per tutto il tempo, e poi quando ritorna si riprende tutta
la sua parte (tipo Tiziano!). (però questa cosa
rimane tra me e te). Saluti Andrea».
Cosa hanno in comune queste piccole lettere scritte da
ragazzi di una quinta elementare romana?
A prima vista, almeno due elementi: il destinatario (è
sempre lo stesso, il maestro), e l’oggetto (in sostanza,
tutte parlano della vita di una piccola comunità
come la classe).
Ma per meglio comprendere la loro importanza da un punto
di vista scolastico, il significato che potrebbero avere
per un insegnante, è fondamentale dare risalto
ad altri due elementi meno evidenti:
-
si tratta di e-mail spedite all’insegnante dai
bambini, attraverso il computer di casa, al di fuori
dei tempi, dei luoghi e dei modi della scuola “ufficiale”;
-
si tratta di comunicazioni volontarie e spontanee degli
alunni, che scelgono la forma scritta per trasmettere
i loro pensieri, emozioni, dubbi, richieste.
Ci
sembra che esperienze di questo genere possano essere
di stimolo nell’eterno e complesso dibattito sul
rapporto fra scuola e insegnamento-apprendimento della
scrittura. Sicuramente, rappresentano uno dei tanti elementi
stimolanti che alunni e insegnanti si trovano a condividere
quando cominciano a gestire insieme un sito internet di
classe.
Qualche informazione aggiuntiva sui siti internet è
forse necessaria per i non “addetti ai lavori”.
Ormai in Italia molte scuole nella fascia dell’obbligo
ne hanno uno, d’Istituto o di Plesso, più
o meno sofisticato, più o meno aggiornato. Nel
sito le scuole pubblicano materiali estremamente differenziati:
quasi sempre il loro Pof, il calendario dell’anno
scolastico, gli orari di accesso ai servizi di segreteria,
le esperienze didattiche più significative realizzate
dagli alunni nelle classi. Facciamo un’osservazione
che dovrebbe essere facilmente condivisa dagli abituali
“navigatori” nei siti scolastici: solo un
piccolo numero dei siti istituzionali viene aggiornato
con regolarità, e un numero ancora inferiore pubblica
con regolarità materiali realizzati in una singola
classe. In sostanza, molto raramente si possono trovare
prodotti e processi di lavoro realizzati in tempi diversi
da una singola classe durante il corso dell’anno
scolastico.
Perché accade questo? Perché gestire un
sito internet richiede tempo, tempo e ancora tempo. Perché
impegnare nella realizzazione di un “giornalino
elettronico” le diverse componenti di una scuola
(insegnanti, classi, dirigenti, genitori, commissioni
di lavoro ecc.), molte delle quali hanno ancora scarsi
rapporti con i computer e con internet, è un lavoro
lungo, complesso e senza traguardi facili. Ci sono molti,
moltissimi elementi in comune tra la redazione di un giornalino
scolastico e la redazione di un sito internet: dato che
i giornalini scolastici in Italia sono statisticamente
pochi e di breve vita (due-tre anni in media), c’è
il forte rischio che il sito internet, inteso come giornalino
“virtuale” degli alunni, nasca anche lui gracile
e con poche possibilità di sopravvivenza.
Qui vogliamo parlare dell’esperienza realizzata
con un sito “di classe”, che è (meglio,
dovrebbe essere) cosa profondamente differente dal sito
d’Istituto. Differente come organizzazione di lavoro
(pochi insegnanti, una sola classe, un numero ristretto
di genitori e alunni come “lettori” potenziali).
Differente soprattutto nell’obiettivo primario:
l’introduzione sistematica nei processi di lavoro
in classe, continuata nel tempo (accanto al sussidiario
e al quaderno, alla lavagna e alla videocassetta), di
un computer collegato a internet, due media potenti, terribilmente
attraenti agli occhi dei bambini, che possono essere usati
in coppia come mezzi per la produzione, la riproduzione,
la comunicazione e la pubblicazione. Organizzare in classe
la redazione di materiali per un sito internet può
essere un elemento fondamentale nei processi d’insegnamento-apprendimento,
perché:
-
è
un progetto complesso, che fisiologicamente deve essere
distribuito in fasi sequenziali ordinate, ognuna con
caratteristiche peculiari;
-
è
un processo visibile e stabile nel tempo, che con la
sua sola presenza indica modelli e metodi di lavoro
ben precisi;
-
è
un progetto che richiede fisiologicamente il lavoro
coordinato di più persone e gruppi di lavoro,
-
trasforma
fisiologicamente i materiali prodotti dai bambini in
occasioni di lettura per altri bambini, introducendo
un elemento forte di motivazione difficile da raggiungere
altrimenti.
Quali
sono gli elementi più significativi che differenziano
la redazione di un sito internet di classe dalla redazione
di un giornalino su carta?
-
L’efficienza. I materiali pubblicati nel sito
sono consultabili 24 ore al giorno, tutti i giorni,
da qualsiasi computer sulla Terra che sia collegato
a internet;
-
l’economicità. Pubblicare dei testi in
un sito non comporta né spese di carta e fotocopie,
né tempi lunghi; anzi, i disegni a colori dei
bambini, che su carta sono spesso tralasciati per motivi
economici, in rete si possono riprodurre facilmente
e con estrema fedeltà;
-
l’aspetto finale “adulto”, professionale.
Un testo scritto per lo schermo del computer (sullo
schermo del computer) non ha nulla di scolastico, non
è un esercizio fine a sé stesso ma, invece,
un testo vero, scritto e pubblicato con l’obiettivo
di essere letto da altri.
Dovrebbe
essere chiaro, a questo punto, che ogni relazione con
le tecniche Freinet non è casuale. Se Freinet insegnasse
ai tempi nostri, nella sua classe userebbe dei computer,
e i suoi giornalini sarebbero pubblicati in internet.
www.siamobravi.it è da tre anni l’indirizzo
internet di una classe (a tempo pieno) di scuola elementare
della periferia romana, il 126° circolo didattico,
recentemente ribattezzata “Iqbal Masih”. È
dal 2001, dall’inizio della prima elementare, che
gli alunni partecipano a questo progetto, e l’obiettivo
è quello di proseguire fino alla quinta, nel 2006.
(Si invita caldamente il lettore di queste righe a interrompere
la lettura per qualche momento, a suo piacere, e fare
una rapida visita al sito in questione; “un’immagine
vale più di mille parole”, la citazione non
è originale ma rende l’idea, data la fisiologica
impossibilità di riuscire a descrivere con le sole
parole quello che è stato composto con altri linguaggi).
L’idea che caratterizza il progetto siamobravi è
il tentativo di utilizzare lo spazio del sito come archivio
del lavoro di un intero anno scolastico, settimana dopo
settimana, mese dopo mese, come una sorta di “superquadernone”
nel quale depositare racconti e pensieri, progetti e disegni,
istantanee di momenti particolari insieme alle tracce
delle verifiche mensili, filastrocche da imparare a memoria
insieme alle confessioni personali dei bambini.
Perché questo nome, siamobravi? Primo, per la necessità
di avere un indirizzo facile da ricordare e da digitare,
facile da suggerire a un amico o a un nonno senza dover
usare carta e penna. Secondo, perché negli spazi
gratuiti offerti da molti provider c’è spesso
una sfilza di banner pubblicitari che possono confondere
i bambini, o addirittura deviarli in spazi meno controllati
e non adatti a loro. Per disporre dell’indirizzo
semplificato siamobravi e del relativo spazio web, i genitori
della classe pagano annualmente 35 euro.
Il progetto siamobravi ha attraversato diverse fasi, come
tutti i progetti di lunga durata che si portano avanti
nella scuola. Durante il primo anno scolastico (prima
elementare) gli obiettivi del sito erano volutamente abbastanza
limitati: organizzare per genitori e alunni una “vetrina”,
assiduamente aggiornata, dei lavori che i bambini svolgevano
in classe, giorno dopo giorno. Quasi tutti i materiali
consistevano in brevi testi scritti dai bambini, prima
sul quaderno e poi trascritti al computer, con i relativi
disegni come accompagnamento. Per digitare i testi gli
alunni erano (lo sono ancora oggi) organizzati in coppie
di lavoro, e usavano a turno sia un vecchio computer nell’aula,
sia il laboratorio informatico della scuola, una volta
alla settimana, per due ore. Gli insegnanti curavano da
casa (lo fanno ancora oggi) il lavoro di raccordo, l’editing
finale e la pubblicazione in internet.
Il numero dei visitatori del sito è andato aumentando
in modo clamoroso fin dai primi mesi delle pubblicazioni.
Inizialmente, solo cinque famiglie
tra gli alunni avevano un collegamento internet casalingo.
Ma questo non ha impedito le visite, dall’ufficio
del papà o dalla casa dell’amico, dalla biblioteca
di quartiere o dal laboratorio della scuola. Bambini,
genitori, parenti, amici vari, alunni di altre classi:
nel giro di pochi mesi le visite al sito hanno raggiunto
il rispettabile numero di 700, non male per una classe
di 23 alunni. Una volta a settimana, poi, il sito veniva
visitato da tutti, insieme, nel laboratorio della scuola,
sia per farne una lettura “pubblica” sia per
decidere cosa pubblicare nella fase successiva.
I bambini hanno pubblicizzato il sito a scuola e fuori
della scuola, distribuendo bigliettini con l’indirizzo
e l’invito “venite a navigare con noi”.
Spesso hanno fatto da ciceroni, guidando grandi e piccoli
all’interno delle varie rubriche, leggendo e commentando
ad alta voce.
È importante riflettere su un aspetto fondamentale
di questo processo di lavoro. Tutte le volte che “sfogliano”
le pagine del sito, i bambini fanno qualcosa di strutturalmente
differente dalla lettura convenzionale che possono fare
sui quadernoni, nei quali trovano solo i loro testi e
le relative correzioni dell’insegnante: oltre ai
propri, leggono quelli che hanno scritto i compagni, e
li leggono in modo interessato e sistematico, confrontandoli
e ricavandone (più o meno consciamente) spunti
personali che loro stessi potrebbero utilizzare la volta
successiva. Con il passare dei mesi e degli anni siamobravi.it
si è andato evolvendo, trasformandosi in uno strumento
più complesso e sofisticato. Le capacità
sempre maggiori degli alunni, la collaborazione dei genitori
che hanno favorito l’utilizzo dei computer anche
in casa, l’esperienza accumulata dagli insegnanti
nei processi di lavorazione, hanno consentito di diversificare
l’originario progetto, rinforzando la sua presenza
nei processi di lavoro della classe.
In seconda elementare, all’originaria funzione di
“vetrina” di testi continuata nel tempo, si
sono andate affiancando nuove funzioni: l’utilizzo
di una macchina fotografica digitale ha permesso di documentare
sistematicamente i luoghi e le attività della classe,
le uscite extra-scolastiche, gli spettacoli, i giocattoli
e i giornalini preferiti ecc.
Ogni immagine, poi, richiedeva delle didascalie, e ogni
didascalia doveva avere certe caratteristiche particolari,
per poter essere efficace, e le coppie di bambini scrivevano,
scrivevano.
Sono state introdotte progressivamente nuove aree, come
Chi siamo, nella quale i bambini possono parlare liberamente
di sé e delle loro (molteplici) attività
fuori dalla scuola; l’area Informazioni, rivolta
specificamente ai genitori, nella quale hanno trovato
posto via via tutte quelle informazioni (appunto) sulla
vita della classe che di solito vengono diffuse oralmente
e una tantum. È proprio l’area Informazioni
che, durante l’ultimo anno di vita del sito, in
terza elementare, ha visto i cambiamenti più radicali.
Mentre le rubriche destinate in primo luogo ai bambini
hanno assunto definitivamente una funzione di archivio
di tutte le attività intraprese nel corso dell’anno,
l’area informativa per i genitori si è trasformata
in una sorta di grande bacheca, mirata a dare le informazioni
più dettagliate possibile sulla vita della classe.
E quindi, accanto alle modalità con le quali viene
valutato il rendimento degli alunni, c’è
una tabella sempre aggiornata delle spese legate al fondo
cassa di classe, accanto alla programmazione nelle varie
discipline ci sono tutte le schede di verifica che mensilmente
vengono proposte ai bambini. In aggiunta, sono state aperte
delle aree personali, accessibili solo con una password,
nelle quali i genitori possono verificare in qualsiasi
momento tutti i giudizi che durante l’anno sono
attribuiti al loro bambino (e che magari per qualche motivo
non sono stati riportati sui quaderni).
|
Torna
indietro
|