Avvio
anno scolastico
i servizi e il lavoro Ata
Un sistema che va in frantumi
Gianni Righetti
Il
lavoro dei servizi scolastici, spesso troppo sottovalutato,
ha subito tagli clamorosi.
Appalti e precarizzazione.
Il rischio è il peggioramento dell’offerta
formativa e la paralisi delle scuole
Settembre,
8.600.000 alunni ritornano sui banchi di scuola. Per oltre
1.000.000 di dipendenti ricomincia l’impegno lavorativo
del nuovo anno scolastico.
Oltre 240.000 di questi, il personale ATA, sono impegnati
nel riavvio della macchina dei servizi scolastici: garantire
quotidianamente le condizioni ottimali dell’ambiente
scolastico, la funzionalità delle strutture dove
si svolgono le attività didattiche, la gestione
delle risorse e dei servizi. Un lavoro necessario e prezioso
che spesso viene sottovalutato nello stesso mondo della
scuola. Il sistema dell’istruzione, la scuola dell’autonomia,
funziona con il contributo fondamentale di questi lavoratori.
Il primo a esserne dimenticato è il ministro Moratti
che considera inutile il sistema dei servizi. Il Governo
ha pensato bene d’intervenire, con le ultime finanziarie,
stabilendo un programma di smantellamento progressivo
del sistema dei servizi a favore della generalizzazione
degli appalti privati, per ora soltanto delle pulizie.
Una dura realtà con cui si stanno scontrando i
lavoratori ATA che vedono giorno per giorno diminuire
gli organici, aumentare pesantemente i carichi di lavoro,
crescere la precarizzazione.
I servizi sacrificati e il danno alle scuole
In
questi giorni sta montando con forza il movimento di lotta
di decine di migliaia di docenti che, nei loro collegi,
si oppongono alla volontà autoritaria della Moratti
che vuole imporre, minacciando provvedimenti disciplinari
contro i “ribelli”, la figura del tutor e
i contenuti della controriforma.
Le due questioni contro cui si oppongono i lavoratori
della scuola hanno la stessa origine: gli interventi che
il governo ha adottato in questi ultimi anni per precarizzare
il lavoro e ridurre il ruolo della scuola pubblica a favore
di quella privata. Le “prove pratiche di trasmissione”
sono state fatte prima sulla parte più debole dei
lavoratori della scuola i collaboratori scolastici e il
restante personale ATA. Successivamente tutta la scuola
è stata posta sotto attacco. Il primo atto è
stato quello di ridurre la funzionalità dei servizi
per indebolire l’autonomia: meno risorse finanziarie,
meno personale, più appalti e precariato. Ora,
il tentativo d’imporre la figura del tutor, infischiandosene
dell’autonomia dei collegi, poi forse il reclutamento
dei docenti fatto direttamente dalle scuole che scelgono
i più “bravi” tramite le collaborazioni.
Sono molti e tutti negativi gli effetti della legge 53
che si riverseranno anche sul lavoro ATA e quindi sulla
funzionalità dei servizi. La riduzione ulteriore
degli organici dovuta alla contrazione del tempo scuola
curriculare; l’aumento delle responsabilità
e del lavoro nella scuola materna e elementare per l’iscrizione
degli alunni anticipatari in situazione di organici già
carenti; il processo liceizzazione e di riorganizzazione
della scuola superiore ridurrà gli insegnamenti
tecnici e le attività di laboratorio con la conseguente
riduzione degli organici dei tecnici di laboratorio e
la marginalizzazione della funzione tecnica.
Il processo di applicazione della L. 53 che registra già
30.000 posti in meno nell’ultimo triennio per i
docenti, andrà a sovrapporsi nel 2005, al piano
di riduzione degli organici del personale ATA già
programmato con la finanziaria 2003 che, a sua volta,
succede ad una precedente riduzione di 20.000 unità.
Però il Governo ha assicurato che la prossima Finanziaria
2005 pur prevedendo riduzioni della spesa pubblica non
toccherà la scuola.
Gli effetti delle precedenti leggi finanziarie
Nel
2005 andranno a regime tutti gli interventi decisi con
le finanziarie precedenti. Per gli ATA il taglio di 9.600
posti di collaboratore scolastico; i posti del personale
amministrativo e tecnico subiranno pesanti riduzioni,
non previste dalle disposizioni, per l’imposizione
del MIUR dei tetti regionali all’organico di diritto.
Se a questo aggiungiamo la questione non risolta del personale
inidoneo per motivi di salute, riconfermato in servizio
nelle scuole anche se con gravi problemi di salute, l’anno
scolastico che ricomincia sarà molto pesante. Il
processo di smantellamento dei servizi attuato da questo
governo con le finanziarie ha portato solo nel settore
ATA a una riduzione di oltre 30.000 posti di lavoro a
favore di una precarizzazione diffusa e della privatizzazione
dei servizi. L’unico stanziamento di risorse che
sarà confermato nel 2005 riguarderà l’incremento
fino a 270 milioni di euro per l’espansione degli
appalti di pulizia nelle scuole. Occorre fermare questo
scempio.
I tagli al personale e le inefficienze del Miur
Eppure
c’è chi sostiene che le riduzione degli organici
ATA sono giustificate (troppi addetti almeno tra i collaboratori
scolastici). La riduzione ci consentirebbe, se sacrificheremo
un po’ di posti in cambio delle risorse, di avviare
contrattualmente, un processo di riqualificazione professionale
che modernizzerà la scuola. La valorizzazione professionale
sarebbe sostenuta dal piano programmatico di finanziamenti
previsto dalla L. 53 anche per i servizi scolastici. Per
ora si sono viste soltanto riduzioni di organico ingiustificate
che mettono in crisi le potenzialità di progettazione
delle scuole. Del tanto strombazzato piano di finanziamenti
non c’è ombra.
Sono molte le attività necessarie al funzionamento
della scuola che devono essere svolte per garantire una
offerta formativa qualificata e adeguata ai bisogni: igiene,
funzionalità dei laboratori, gestione finanziaria
e amministrativa, vigilanza sugli alunni, accoglienza
e servizi alla persona, assistenza materiale agli alunni
in situazione di handicap, mense. L’anno scolastico
per tutto questo comincia male anzi malissimo.
Di mal funzionamento dei servizi la scuola può
morire. Questo anno per molte istituzioni scolastiche
sarà forse impossibile organizzare i servizi fondamentali.
Impossibile garantire le attività che riguardano
l’assistenza alla persona in molte scuole. In particolare
negli istituti comprensivi, nelle scuole dislocate su
più plessi o dove sono presenti alunni in situazione
di handicap sarà complicato anche garantire la
quotidianità e le esigenze ordinarie come la pulizia,
la vigilanza la gestione dei servizi amministrativi, la
funzionalità e i laboratori.
Le condizioni di lavoro peggiorano con il conseguente
aumento dei carichi di lavoro, l’allungamento dei
turni e magari lo scambio delle retribuzioni per le attività
aggiuntive con permessi e recuperi dilazionati perché
le risorse del fondo sono insufficienti.
La musica è la stessa sul versante dei servizi
amministrativi. La contro riforma attuata dalla Moratti
ha riguardato anche la riorganizzazione dell’Amministrazione
centrale e periferica che è stata fatta a discapito
dell’autonomia. Con una serie di provvedimenti mai
discussi e confrontati con nessuno ha riaccentrato tutti
i poteri negli USR, tenuti a guinzaglio stretto dallo
spoils system, ha scaricato nelle scuole, individuate
come terminali dell’ufficio le competenze dei vecchi
provveditorati, cancellato ogni progetto di costruzione
di articolazioni territoriali per supportare l’attività
di gestione e progettazione delle scuole. Il sistema informatico
(SISSI) del quale si avvalgono le scuole per la gestione
amministrativa e del personale è praticamente paralizzato
per l’incapacità dello stesso MIUR. Dopo
la vincita della gara di appalto da parte di un nuovo
gestore l’Amministrazione non riesce a risolvere
le beghe seguite ai ricorsi e controricorsi tra i vecchi
e nuovi gestori. Il caos delle graduatorie delle supplenze
è emblematico di questa situazione.
Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza dei servizi
scolastici. In gioco c’è la funzionalità
dell’autonomia. C’è un nesso stretto
tra l’opposizione degli insegnanti all’istituzione
del tutor nelle scuole le proteste dei lavoratori ATA
che rivendicano maggiore considerazione, migliori strumenti
per il lavoro e la funzionalità dei servizi.
Nel 2005 tutto il sistema dei servizi e quindi la scuola
dell’autonomia subirà una riduzione della
sua capacità organizzativa e gestionale. Ci sono
le condizioni per dichiarare una vera e propria emergenza
servizi scolastici.
La FLC CGIL ha denunciato da tempo questa gravissima situazione
che paralizza la scuola. Insieme alla CGIL ha lanciato
una vertenza nazionale contro questa politica che privatizza
i servizi e precarizza il lavoro. La vertenza, nella battaglia
contro la legge 53, acquisisce una valenza ancora più
generale: la qualità della scuola pubblica si difende
garantendo la funzionalità dei servizi, l’occupazione
e la valorizzazione professionale per tutti i lavoratori
ATA. Obiettivi che devono essere assunti e portati avanti
insieme da tutti coloro che si stanno opponendo all’istituzione
del tutor e all’attuazione della politica di controriforma
del ministro Moratti.
La Biblioteca comunale di Orvieto ha organizzato una
serie di iniziative - molte delle quali riguardano la
scuola - che si svolgeranno da ottobre 2004 a gennaio
2005 in vari luoghi della città di Orvieto.