Editoriale
Un nuovo sindacato e un sindacato nuovo

Tutto è cominciato il 17 luglio scorso al Comitato Direttivo della Cgil e dopo quasi nove mesi – dall’incontro e dalla fusione tra Cgil Scuola e Cgil Università e ricerca – è nata la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza.
Si apre un nuovo capitolo nella storia del sindacalismo italiano, un processo che avrà bisogno di una serie di tappe per considerarsi concluso. Il mondo del lavoro sta cambiando, anche in questi settori, il valore strategico della conoscenza e del sapere sta cambiando, in uno scenario internazionale in cui le spinte a mercificare tutto, persino i diritti fondamentali (ad esempio istruzione e salute), si fanno sempre più aggressive.
“I processi straordinari di mutamento del lavoro e nel lavoro – si legge nel documento del 17 luglio - configurano la conoscenza e la formazione come elementi centrali del lavoro che cambia; istruzione e formazione rappresentano sempre più percorsi intrecciati ed integrati che mettono radicalmente in discussione la tradizionale separatezza dei sistemi formativi; istruzione, formazione, innovazione e ricerca costituiscono il cuore delle politiche di sviluppo, per competere sul versante della qualità, per garantire coesione sociale e affermazione dei diritti dei lavoratori, nel contesto nazionale ed internazionale e, non di meno, nella dimensione territoriale, per assicurare un complessivo innalzamento della qualità della vita”.
Continua ancora il documento:
“Inoltre la centralità della conoscenza sta determinando in numerosi contesti una pluralità di nuove figure che si muovono sul terreno della formazione, della ricerca e della educazione e che reclamano tutela e rappresentanza”.
Chi lavora nella scuola, chi lavora nell’università, chi negli enti di ricerca, chi nella formazione professionale, nel pubblico come nel privato, viene da storie diverse, storie sindacali e professionali diverse e le cui specificità non saranno certo cancellate. Ma tutti lavorano in campi che hanno in comune il diritto all’istruzione e alla formazione per tutto l’arco della vita di ciascun individuo. E’ la finalità del loro lavoro che li accomuna. Un lavoro che si coniuga con parole chiave della nostra cultura: diritti, appunto, libertà, emancipazione…
In un’epoca in cui si vorrebbe imporre la filosofia del pensiero unico (e subalterno), in cui si vorrebbe trasformare i cittadini in telespettatori acritici, il senso di questa scelta della Cgil va molto oltre il suo significato sindacale.
E così nei giorni 6 e 7 aprile i Comitati direttivi dei due sindacati di categoria, Cgil Scuola e Cgil Snur, hanno ufficialmente deciso l’unificazione che avverrà attraverso una serie di tappe intermedie: prima con la costituzione della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza e l’approvazione di un nuovo Statuto e di regole di democrazia interna per arrivare tra due al congresso costitutivo di un nuovo sindacato.


Lo sguardo sul mondo

L’esigenza di rivedere le strutture organizzative sindacali alla luce dei cambiamenti in un settore così importante e così delicato come l’educazione è peraltro molto sentito anche nel resto d’Europa.
Solo pochi mesi fa, infatti, i sindacati europei aderenti all’Internazionale dell’Educazione, hanno dato vita a una propria struttura “paneuropea”, meglio identificabile nel rapporto con l’Unione e i singoli paesi membri. “I processi di globalizzazione in atto obbligano a considerare gli sviluppi europei in un’ottica globale e ad accrescere la cooperazione internazionale e la solidarietà all’interno del movimento sindacale, specialmente nel settore dell’educazione”, questa è stata la motivazione fondamentale che ha spinto alla costituzione del nuovo organismo internazionale.
La conferenza paneuropea si è occupata subito dei due problemi emergenti nel nostro settore e comuni a tutti i paesi: la situazione degli insegnanti (salari, formazione, motivazione) e la mercificazione dell’istruzione (escluderla dai trattati commerciali).
Il problema di salvaguardare la cultura e l’istruzione dalle logiche mercantili e affaristiche non poteva sfuggire neppure alla neonata Federazione dei lavoratori della conoscenza, tra i cui primi atti c’è stata l’adesione alla campagna internazionale contro il prestito a pagamento “NON PAGO DI LEGGERE”.
Auguri, dunque, al nuovo sindacato che vuole ricostruire l’unitarietà del ciclo della conoscenza, essenziale per sviluppare politiche che rendano esigibili i diritti fondamentali ed accrescano i livelli di democrazia; ma anche diventare il punto di riferimento di tutti coloro che lavorano e operano nel mondo dell’istruzione, della formazione, della ricerca.

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