Organici per l'anno scolastico 2004-2005
La scuola stracciona
Americo campanari

Punto per punto il taglio di risorse che sta depauperando la scuola pubblica.
Le tanto sbandierate “scuola per crescere” e “riforma epocale” sono la cosmesi mal riuscita di una colossale operazione di ristrutturazione aziendale

 

Chi ha assistito alla recente trasmissione televisiva Ballarò a cui ha partecipato il ministro Moratti e alla successiva Porta a porta dove il ministro era accompagnato dal Presidente del Consiglio Berlusconi nel ruolo di “tutor” si è sentito dire che il governo ha realizzato una grande riforma della scuola, ma che però non c’è ragione di allarmarsi più di tanto perché, in definitiva, non cambia niente. Delle due l’una: o è vero che con la loro legge di riforma (in realtà si tratta di una pesante controriforma) non cambia nulla, e allora non si capisce perché Berlusconi e Moratti continuano a parlare di “grande riforma”, oppure, come noi sosteniamo, cambia molto e allora cercano di nascondere la verità perché non si ha il coraggio di sostenere la bontà delle proprie scelte davanti al paese. Evidentemente il sospetto diffuso che cambi molto, e in peggio, è ormai più di una certezza per tanti. In ogni caso entrambe le cose sono intollerabili se è vero che in democrazia la colpa più grave è quella di nascondere la verità. E il paese, nonostante la martellante disinformazione del governo, gli spot pubblicitari e i vari gadget inviati alle scuole e agli insegnanti, finanziati con le risorse destinate alle scuole (L. 440/97), ha capito come stanno le cose e sta protestando sempre più decisamente.


PROPOSTE SENZA GAMBE

La vicenda degli organici per il prossimo anno scolastico è solo l’ultima vicenda emblematica, di una lunga serie, sulla disinformazione e sulle bugie che si raccontano. Ma vediamo nel dettaglio.
Scuola dell’infanzia. In cosa consiste la grande innovazione della legge? Nell’anticipo scolastico. Questo però non sarebbe motivato da ragioni pedagogiche e dal fatto che i bambini di oggi hanno uno sviluppo complessivo più veloce per cui è bene inserirli in anticipo in un sistema educativo strutturato. Sarebbe una tesi discutibile, che noi non condividiamo e che non trova sostegno nella più accreditata pedagogia, ma sarebbe pur sempre una tesi di natura “culturale”. Il ministro invece ci ha spiegato che in questo modo le famiglie risparmierebbero in quanto la scuola dell’infanzia costa meno del nido e poi, a sua volta, la scuola elementare costa meno di quella dell’infanzia. Nulla a che vedere con i ritmi di apprendimento delle bambine e dei bambini, ma un bel risparmio per le famiglie. Si tratta di una “solida” motivazione, non c’è che dire! Di conseguenza, con la definizione dell’organico di diritto per il prossimo anno, ci saremmo tutti aspettato un forte incremento di posti per realizzare quanto dichiarato. Non è cosi. Nella scuola dell’infanzia si prevede una dotazione complessiva di 79.920 posti, cioè 219 in più dell’organico di diritto dello scorso anno, ma che sono esattamente gli stessi dell’organico di fatto dell’anno in corso. Quindi nessun posto in più di quanto funzionante attualmente, senza la loro legge. Questo significa che, non solo non ci sono posti in più per gli anticipi e questo non è un danno (del resto è noto che né la legge 53 né il primo decreto attuativo hanno previsto risorse aggiuntive, oltre alcune briciole), ma nemmeno per cercare di superare e ridurre le lunghe liste d’attesa e cercare di accogliere tutte le richieste dei bambini di 3 anni. Non c’è nemmeno un minimo tentativo di avviare un percorso, pur graduale, di generalizzazione della scuola dell’infanzia previsto nella legge stessa. L’assenza di posti in più non consentirà nemmeno di poter garantire l’intervento dello Stato in tutte quelle situazioni in cui dovesse cessare il servizio da parte del privato o da parte degli stessi Comuni. E dunque tutte le dichiarazioni del ministro non trovano nei fatti alcun riscontro. Si è raccontata solo una grande bugia.


IL GIOCO DELLE TRE CARTE

Passando poi alla scuola elementare (pardon, scuola primaria), le bugie continuano. Qui con una mano si fa finta di dare e con l’altra si toglie e pure con gli interessi. Anche nell’elementare, in cosa consiste la grande “riforma epocale”? Ma sempre negli anticipi, che in questo caso sono obbligatori per legge, perché, a differenza della scuola dell’infanzia, siamo nella fascia dell’obbligo. La seconda novità starebbe nella lingua inglese sin dalla prima classe e nell’informatica. La tanto sbandierata scuola delle “3 i”. Inglese e informatica – si sa - sono già state diffusamente introdotte dalle scuole negli anni precedenti, nell’ambito della loro autonomia didattica e organizzativa, prima dei tagli delle finanziarie Tremonti, quando c’erano ancora organici funzionali “ricchi”. Vediamo i dati reali di oggi. Per gli anticipi il ministero, in un documento consegnato ai sindacati, prevede circa 1.600 posti in più dal momento che le richieste, sempre a detta del MIUR, si dovrebbero aggirare sulle 35.000 unità. Altri 600 posti in più sarebbero poi previsti per la lingua inglese. Quindi il totale dei posti “freschi” in arrivo dovrebbe aggirarsi intorno alle 2.200 unità. E poi però c’è da fare i conti con il ministro Tremonti e con i tagli della sua finanziaria. E allora, con l’altra mano, si tagliano contemporaneamente circa 2.300 posti. Una sorta di gioco delle tre carte. Risultato. Ci saranno sicuramente più iscritti, si dovrà assicurare l’insegnamento dell’inglese sin dalla prima classe, si dovrà garantire (almeno per 1 anno) la stessa dotazione di posti dello scorso anno per la scuola spezzatino di 27 + 3 + fino a 10 ore di mensa, cioè la scuola che il ministro continua ostinatamente a chiamare a tempo pieno, ma che a noi proprio non riesce di continuare a chiamarla tale, e però il numero di posti complessivo in organico di diritto sarà lo stesso dello scorso anno se non, addirittura, inferiore di circa un centinaio di posti.
Ma il ministro non ha sempre promesso fino alla noia che tutte le richieste per le 40 ore sarebbero state garantite? E allora come si farà a soddisfare la richiesta di tempo pieno che, da quanto ci risulta, è in aumento in molte province se si conferma, e solo per un anno, l’attuale dotazione organica e senza dare complessivamente nessun posto in più, anzi prevedendo addirittura una riduzione? Come si pensa di far quadrare il tutto? Questo non è dato di sapere.
Evidentemente il ministero pensa che basti un po’ di “creatività” e la solita buona volontà e disponibilità da parte delle scuole. E questo sappiamo bene cosa significa. Significa fare classi più numerose, così ci avviciniamo pure all’Europa come ci ricorda spesso il ministro. Significa eliminare qualsiasi residuo di compresenza oraria dei docenti e quindi fare a meno di ore per il recupero. Non a caso, nel quantificare il taglio dei 2.300 posti, il ministero ha previsto la totale eliminazione degli ultimi 503 posti ancora rimasti per l’organico funzionale perché questo rappresenta un lusso (anzi, lo si è chiamato “spreco”). Infine, se proprio non si riesce a stare nella dotazione assegnata, le Direzioni regionali o i CSA possono sempre sopprimere qualche “classetta” di troppo in sperduti paesi di montagna e mettere di buona mattina i bambini sul pulman per frequentare scuole e classi europee. Sarà cosi che si troverà la soluzione per far quadrare il tutto. In barba al diritto allo studio.
Ma allora, i grandi investimenti per la “riforma epocale” e per la scuola pubblica dichiarati dove sono? Forse sono rimasti tutti a Ballarò e a Porta a porta. La verità è che sono 3 anni consecutivi che si taglia nella scuola pubblica, sia in termini di risorse economiche che di personale. Gli unici aumenti veri di questi anni sono andati solo alla scuola privata.


AUMENTANO GLI IMPEGNI DIMINUISCE IL PERSONALE

Vediamo cosa accade nella scuola media. Le previsioni del ministero danno un numero di alunni stabile e quindi ci saremmo tutti aspettati una conferma dei posti attualmente funzionanti. Anche perché il decreto attuativo 59/04 prevede 27 + 6 ore (quindi 3 in più del modello attuale) con l’obbligo, in prima, ad attivare una seconda lingua straniera, e poi fino a 40 ore, con la mensa, sempre se le famiglie la richiedono. Ma dal momento che la propaganda del ministro continua a ripetere che per l’anno prossimo si deve stare tranquilli perché non cambia nulla, perché occorre molta gradualità e senso di responsabilità, di conseguenza non servono nemmeno altre risorse visto che l’indicazione è di arrangiarsi con ciò che si ha. Sulla base di tutto ciò, almeno per il prossimo anno, si pensava di poter tirare un sospiro di sollievo rispetto ai tagli. Sbagliato. In realtà si devono sempre fare i conti con il solito Tremonti e le sue finanziarie e quindi vanno tagliati circa 600 posti. Di meno proprio non si può. Ci sono delle ragioni oggettive per farlo? No, ma tanto sappiamo che anche le scuole medie sono brave ad arrangiarsi. Come? Non si dice esplicitamente, ma anche qui noi sappiamo bene come si farà: si taglieranno tutte le ore di compresenza del modello di tempo prolungato con le cattedre a 18 ore, operazione che, da quest’anno, si potrà fare anche tra scuole diverse.
Il ministro ha ripetutamente promesso che il tempo prolungato sarebbe stato garantito. In realtà, e solo per 1 anno, si garantisce esclusivamente la dotazione di posti attivati nell’anno in corso, ma con la modifica delle cattedre, che l’anno prossimo saranno a 18 ore per tutti, nei fatti si distrugge il modello didattico del tempo prolungato. Infatti solo nel modello di tempo prolungato le cattedre erano inferiori alle 18 ore allo scopo di poter ricavare spazio per recupero, progetti, tempo lungo, arricchimento, ecc. Ora non sarà più possibile perché, al massimo, si garantisce solo il tempo di assistenza a mensa. Come si vede le bugie continuano in modo eclatante, ma questo lo hanno capito ormai non solo i docenti, ma anche tanti genitori.


CHI NON ECCELLE, VADA A LAVORARE

La scuola secondaria di secondo grado. Qui la “grande riforma” segna il passo (per ora e immaginiamo sicuramente fino a dopo le prossime elezioni), impegni e promesse non ne sono state fatte e quindi si può andare giù pesanti. Sempre perché costretti da Tremonti e dalla sua finanziaria, e quindi, ovviamente, nessuna responsabilità del ministro (così è stato detto agli incontri al MIUR). Allora? oltre 2.500 posti in meno. Anche perché, quando arriverà l’attuazione della legge nel secondo grado in cui si prevede la dismissione di una serie di scuole alle Regioni e un orario per tutti di 27 ore settimanali, meno docenti ci saranno tra i piedi e meglio sarà. Come si giustifica questo taglio? Basta non tenere conto dei dati reali degli iscritti che ormai le scuole hanno comunicato, fare previsioni al ribasso sulla base di analisi “storiche” del dato iscritti tutte campate in aria e il gioco è fatto, giustificazione compresa. Risultato: ci saranno classi sempre più numerose, anche oltre i 30 ragazzi per classe, ci sarà il rischio scomparsa di indirizzi storici in tante realtà se non si raggiunge il numero minimo di 20 alunni in prima classe, ci sarà lo sconquasso degli assetti didattici di tante altre cattedre così come previsto dai vari ordinamenti per l’operazione a 18 ore che va avanti, eccetera, eccetera.


E PER FINIRE...

Sostegno all’handicap. Prosegue la campagna sui sospetti di certificazioni fasulle, visto che continuano ad aumentare gli alunni handicappati, e quindi, tanto per non sbagliare e per dare un segnale chiaro di “rigore”, si farà un taglio di circa 800 posti. Però ci dicono che non ci dobbiamo preoccupare, perché questo taglio non si farà sull’organico di diritto, ma solo sulla quota di posti certi che deve essere aggiunta poi nell’organico di fatto in base alle attuali norme. Quindi si taglia (e questo è certo) poi magari a settembre si vedrà. Tanto la continuità didattica che non si può più garantire (nonostante la legge 104/92), la precarizzazione selvaggia del rapporto di lavoro sui posti solo in organico di fatto, ecc. sono solo dettagli del tutto marginali.
Infine, dal momento che, come il ministro ci ricorda sempre, questo governo investe ingenti risorse sulla scuola dell’autonomia e sulle risorse necessarie a garantirne non solo la funzionalità didattico educativa, ma anche quella gestionale e amministrativa, grazie ad “opportune” modifiche del testo unico D.lgs 297/94 introdotte con l’ultima finanziaria, si taglieranno circa 1000 posti su esoneri e semi-esoneri per i docenti che svolgono funzioni di collaboratore vicario del Dirigente scolastico nelle scuole molto grandi e complesse.
Credo sia evidente a tutti come questa vicenda degli organici per il prossimo anno scolastico rappresenti solo l’ultimo episodio illuminante rispetto alle scelte del governo e del ministro sulla scuola pubblica ed è la prova altrettanto evidente delle bugie che vengono quotidianamente propinate rispetto agli aumenti degli investimenti e delle risorse.
Per fortuna sono sempre di meno quelli che ci credono ed è auspicabile che di fonte alle bugie, anche in Italia come accaduto di recente in Spagna, i cittadini presentino il conto.

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