La
nostra rivista ha, da anni, valorizzato gli apporti dei
giovani. Noi pensiamo che i giovani siano menti fresche,
menti capaci di esprimere un mondo o se vogliamo capaci
di spiegarci come essi vedono il mondo. Lo abbiamo fatto
con rubriche specifiche (Caro professore, ad esempio) o
con interventi sporadici. Ora abbiamo voluto aprirci ad
altre forme espressive. Ci spieghiamo meglio.
Le copertine dei prossimi numeri saranno opera di giovani
studenti, in particolare di studenti dell’Istituto
Europeo del Design di Roma. Questi giovani sono stati invitati
da noi della redazione, in incontri più informali
che formali, a costruire per la nostra rivista una o più
copertine su un tema preciso: i diritti o i principi fondamentali
della convivenza civile, in particolare quelli previsti
dalla nostra Costituzione o dalla Dichiarazione di diritti
dell’uomo delle Nazioni Unite.
Ci aspettavamo non un rifiuto, ma certo una qualche perplessità,
per l’oggettiva difficoltà di tradurre in immagine
un diritto, che è pur sempre un concetto astratto.
Ma se una cosa non manca ai giovani è la creatività,
la capacità di dare concretezza a concetti astratti.
Così in poco tempo le copertine hanno cominciato
ad affluire e già ne abbiamo più di una nei
nostri armadi, pronte per essere pubblicate. Riguardano
il diritto di sciopero, la libertà di stampa e di
opinione, l’uguaglianza, il diritto al riposo, alla
privacy…
Si tratta di copertine molto diverse per stile naturalmente,
perché nascono da mani diverse e da menti diverse.
In primo momento eravamo tentati di chiedere un’unificazione
degli stili .- e la cosa avrebbe potuto esser realizzata
- in modo da presentare ai nostri lettori una rivista con
copertine uniformi, come facciamo di solito. Ma poi abbiamo
pensato di rispettare, per ovvie ragioni, anche la libertà
di stile. Sono nate così copertine più realistiche,
altre comico-umoristiche… Chiediamo ai nostri lettori
di cercare l’omogeneità nei contenuti delle
copertine più che nella forma espressiva.
È nostro intento di limitare questa sperimentazione
a un anno. Ma spesso da un’idea ne nasce un’altra
e chissà. Insomma non vogliamo porre limiti alla
fantasia. |