Dal
mondo
la scuola tedesca e gli stranieri
Lo svantaggio di chiamarsi Alì
Anna Maria Villari
Con
il taglio delle iniziative a favore dell’integrazione
si aggrava la condizione degli alunni stranieri.
Scelta precoce, selezione e scuole differenziali portano
dritto a emergenze sociali gravi.
Le critiche della Gew
L'integrazione
degli stranieri extracomunitari non è una questione
che riguarda solo l’Italia. Anche in paesi di più
antica immigrazione come la Germania la discussione è
accesa. In realtà non si è mai spenta, ma
la situazione generale di questi ultimi anni ha messo
sul tappeto problematiche nuove e ha esasperato vecchi
problemi. La Germania è rimasta particolarmente
scioccata da quanto è successo nella vicina Olanda
con l’omicidio del regista Teo Van Gogh e la successiva
reazione antimussulmana culminata nell’incendio
di alcune moschee. In più, nella Repubblica Federale
vanno crescendo vaste aree di marginalità ed esclusione
sociale formate soprattutto da stranieri, molti dei quali
sono comunitari (italiani), altri dell’ex Iugoslavia
e, soprattutto della Turchia, tra breve anch’essa
comunitaria. La discussione non poteva non toccare anche
il sistema scolastico, una volta fiore all’occhiello,
ma che dopo il primo rapporto Pisa è stato oggetto
di pesanti critiche.
Lingua madre e seconda lingua
Nell’involuzione
culturale dell’ultimo periodo, questioni come il
crocefisso nelle aule (soprattutto nella cattolica Baviera)
o proposte come l’introduzione della preghiera a
scuola o l’obbligo di insegnare il tedesco nelle
moschee infiammano gli animi. Inutilmente, in verità,
perché resta il dato sconcertante che il 20% dei
ragazzi stranieri lascia la scuola senza un titolo. “Quale
meraviglia, allora - si chiede Eva Marie Stange, segretaria
del sindacato dell’educazione e della scienza (Gew)
-, se poi questi giovani hanno difficoltà a integrarsi?”.
La Gew, dopo il rapporto Pisa, si è molto interrogata
sui limiti del sistema scolastico tedesco, facendosi promotrice
di discussioni e confronti a vai livelli. In particolare
questo sindacato si è battuto contro una serie
di misure restrittive che in diversi Laender sono state
introdotte nell’insegnamento a scuola della lingua
e della cultura di origine. Il panorama in Germania non
è omogeneo perché ogni Land è organizzato
autonomamente, ma la situazione sta peggiorando e anche
in Assia, una delle zone più avanzate nelle esperienze
integrative, il Governo regionale, un po’ per questioni
di bilancio un po’ per scelta ideologica, ha tagliato
proprio sulla scuola e sulle iniziative inclusive.
Il sistema scolastico tedesco è fortemente selettivo
- denuncia la Gew - ed espelle i più deboli che
normalmente provengono da famiglie straniere: questi ragazzi
non hanno in effetti alcuna opportunità di uscire
dal circolo vizioso della disoccupazione e della marginalità.
Le barriere cominciano da subito. Le scuole dell’infanzia
dovrebbero essere gratuite, perché il pagamento
della retta allontana i ceti con redditi bassi. La gratuità
è un costo anche pesante se considerato nel breve
periodo, dice il sindacato, ma diventa un guadagno sociale
nel lungo termine.
Come suggeriscono le migliori esperienze pedagogiche in
questo campo la socializzazione linguistica comincia dalla
scuola dell’infanzia, ma per i bambini stranieri
è importante anche avere una lingua madre strutturata
perché questo aiuta l’apprendimento della
seconda lingua, quella del paese ospitante, e offre ai
ragazzi la competenza in più del multilinguismo.
Ma, come denuncia la Gew, questo aspetto è molto
trascurato dalla scuola, tanto che invece di investire
per avere personale docente qualificato a sostegno della
lingua madre e nell’insegnamento del tedesco come
seconda lingua, in alcuni casi si prendono come insegnanti
a basso costo, disoccupati senza titolo specifico: “Sono
scelte irresponsabili”. All’insegnamento della
lingua nella scuola d’infanzia andrebbero associate
iniziative a favore dei genitori affinché comprendano
il nesso virtuoso tra lingua madre e seconda lingua.
Il fattore del bilinguismo, o multilinguismo come si usa
dire ora, è stato valutato da molte organizzazioni
dell’emigrazione italiana, soprattutto in Svizzera
e in Germania, per sostenere (e molte volte per dimostrare
coi fatti) che l’emigrazione, da svantaggio, può
diventare una risorsa: risorsa per il singolo e la sua
comunità di origine e risorsa per il paese ospitante.
Scelta precoce e selezione
Ma
il tasto dolente del sistema tedesco è la scelta
precoce tra i diversi percorsi formativi. A dieci anni
il destino dei bambini è segnato tra chi andrà
al liceo, chi andrà nelle scuole professionali
e chi andrà una scuola (Hauptschule) alla fine
della quale non c’è sbocco. La separazione
dei percorsi tra bambini che provengono da condizioni
sociali diversissime e dispongono di differenti esperienze
e talenti si tramuta in una selezione feroce. La scelta
precoce è aggravata dai quattro anni di scuola
elementare con orari che coprono solo metà giornata:
“Abbiamo bisogno - dice Eva Stange - di più
scuola a tempo pieno, una scuola per tutti con più
tempo per insegnare e per apprendere”. Davvero una
svolta fondamentale.
Ma la precocità della scelta comporta ulteriori
conseguenze negative. In Germania esistono ancora le scuole
differenziali. Nell’ultimo anno scolastico circa
44 mila studenti stranieri sono finiti nelle classi speciali
per chi ha difficoltà di apprendimento. La maggior
parte di questi sono concentrati nel Baden Wuerttemberg,
la regione che ha meno investito per l’integrazione
e, anzi, negli ultimi anni ha tagliato quel poco che c’era.
Gli italiani in coda
E
l’emigrazione italiana, di cui ormai non si parla
più? I nostri connazionali all’estero vengono
pudicamente chiamati “italiani nel mondo”,
sono ricchi e rispettati, hanno buttato via la valigia
di cartone e viaggiano in mercedes. In realtà,
proprio in un paese come la Germania i dati della scolarizzazione
di questi immigrati della terza generazione danno da pensare
e in certi casi da rabbrividire. Le tabelle che pubblichiamo
riguardano solo la Baviera (la fonte è il consolato
italiano che le ha trasmesse al presidente del Comites
di Monaco), ma sono esemplificative di una situazione
purtroppo generalizzata. Dovrebbero far riflettere le
forze politiche (e riflettere significa usare la ragione)
sull’emigrazione come un problema che ci riguarda
da vicino, non solo perché anche da noi la percentuale
di alunni stranieri cresce vistosamente anno dopo anno,
ma perché - come si diceva in Germania solo qualche
anno fa - siamo tutti stranieri, tranne che nel nostro
piccolo paese.
Le
posizioni della Gew sono tratte dal sito del sindacato
www.gew.de
Alunni
italiani che frequentano le scuole tedesche
(Dati riferiti a tutta la Baviera, anno scolastico
2002 - 2003) |
| |
|
|
| Allgemeinbildenden
Schulen (scuole che i ragazzi frequentano
fino a 15 anni) |
| |
|
|
Tipo
di scuola |
Alunni |
% |
| Grundschulen
(scuola elementare comune a tutti che dura 4 anni) |
2979 |
38,10 |
| Hauptschulen |
2883 |
36,87 |
| Realschulen |
451 |
5,77 |
| Ginnasi |
469 |
6,00 |
| Altre
scuole |
212 |
2,71 |
| Volksschulen
fur Behinderte (Sonderschulen, le differenziali) |
825 |
10,55 |
| Totale
alunni |
7819 |
100,00 |
Come si vede la percentuale più alta di ragazzi
italiani sta nel percorso meno qualificato sul piano formativo
culturale (Hauptschule) e nella scuola differenziale.
- Nelle Allgemeinbildenden Schulen ci sono 67 insegnanti
italiani
- Su 480 alunni usciti dalla scuola, 121 (25%) sono senza
Abschlußzeugnis (titolo di studio)
- Nell’anno scolastico 2001-2002 la percentuale
degli studenti italiani nelle Sonderschulen era di ca.
10,20%
- Solo gli “ex-jugoslavi” hanno una più
alta percentuale di studenti nelle Sonderschulen
| Beruflichen
Schulen (Scuole professionali. Le più
qualificate sono le "Fachschulen") |
| |
|
|
Tipo
di scuola |
Alunni |
% |
| Beruffschulen |
1663 |
72,94 |
| Beruffschulen
fur Behinderte |
176 |
7,72 |
| Berufsfachschulen |
124 |
5,44 |
| Wirtschafsschulen |
97 |
4,26 |
| Berufsfachschulen
des Gesundheitswesen |
28 |
1,23 |
| Fachschulen |
61 |
2,68 |
| Fachoberschulen |
59 |
2,59 |
| Berufsoberschulen |
23 |
1,01 |
| Fachakademien |
48 |
2,10 |
| |
|
|
| Totale
alunni |
2,279 |
100,00 |
| |
|
|
| Anche
qui gli italiani sono concentrati nel percorso meno
qualificato. |
Corsi
di lingua italiana (Muttersprachlicher Erganzungsunterricht)
Nella circoscrizione consolare di Monaco di Baviera
(Oberbayern, Niederbayern, Schwaben, Oberpfalz), su un
totale di ca. 5250 alunni italiani, 1558 (ca. 30%) frequentano
i corsi di lingua e cultura italiana.