Finanziaria 2006: la scure
su istruzione e ricerca
Rita Guariniello
Anche questa volta il Governo vuole far pagare ai pubblici dipendenti la finanza creativa di questi anni; usa la legge finanziaria come una clava nei confronti del sindacato e della contrattazione integrativa; ribadisce che i servizi sociali dati dai Comuni ai cittadini sono beni voluttuari; fa in modo che i giovani che faticosamente cercano di costruirsi un futuro e lavorano in modo precario nel pubblico impiego vengano licenziati; e abbandona Università, Ricerca e Scuola al loro destino.
La legge finanziaria (as n. 3613) penalizza tutto il pubblico impiego non prevedendo neanche le risorse per i rinnovi contrattuali del biennio 2006/07.
Negli Enti di ricerca è reiterato il blocco delle assunzioni (fino al 2007), il costo dei contratti di precariato è ricondotto al 60% del valore del 2003. Nella relazione tecnica di accompagnamento sono riportati i risparmi previsti dal Tesoro: gli Enti di Ricerca dovrebbero risparmiare 88.667.549 milioni di euro. Questo significa che invece di assorbire l’enorme massa di precari - come da noi sempre richiesto - che oggi svolgono attività di ricerca e di servizio, gli enti saranno costretti a licenziarli se il costo dei loro contratti sarà imputato sui fondi di finanziamento ordinario.
Non va meglio per le Università, che pur non subendo il blocco delle assunzioni, dovranno risparmiare sulla spesa per i contratti a tempo determinato e per i co.co.co 158.505.620 milioni di euro. Alla faccia della lotta alla fuga dei cervelli.
I già magri fondi di finanziamento ordinario delle università e degli Enti di ricerca sono ulteriormente taglieggiati e, tramite gli interventi di riduzione di spesa adottati nei confronti di tutte le amministrazioni, la legge interviene specificatamente sulle risorse delle scuole che saranno ridotte in proporzione.
L’unico stanziamento previsto per la Scuola riguarda la messa a regime degli appalti di pulizia. sprecando denaro pubblico con la conseguenza di limitare la funzionalità delle scuole, confermare la riduzione di organico e aumentare il precariato invece di stabilizzare i precari attualmente impegnati negli appalti e rendere più funzionali i servizi nella scuola.
Con una fortissima e inaccettabile ingerenza nell’autonomia contrattuale, la finanziaria prevede una serie di interventi che di fatto modificano o addirittura abrogano norme contrattuali. La manovra è per impedire eventuali incrementi dei fondi per la contrattazione integrativa, congelandone l’importo al 2004 - senza tenere conto quindi degli accordi stipulati nel 2005 - e mettendone a rischio la esecutività. Inoltre, si pongono a carico della contrattazione integrativa anche gli oneri riflessi decurtando così ulteriormente la disponibilità destinata al salario integrativo. Il salario accessorio è ormai una fonte di reddito non indifferente grazie alle politiche sulla produttività attuate fino ad ora, quindi si continua a decurtare il salario dei dipendenti pubblici. Per non dire che gli Enti di ricerca non hanno ancora rinnovato il quadriennio contrattuale 2002-2005 e già si ritrovano il taglio delle risorse integrative.
La misure previste in finanziaria sembrano avere l’unico scopo di occultare la ricerca che si svolge in Italia, infatti sono abrogate le indennità di trasferta (ossia di missione), sia quelle previste da leggi sia quelle previste da accordi, ed inoltre gli Enti di ricerca e le Università dovranno risparmiare più del 50% sulle spese di rappresentanza e per convegni. Ma lo sanno i Ministri che i convegni nazionali e internazionali si organizzano per far conoscere la produzione scientifica? e che andare in missione in Italia o all’estero fa parte del lavoro di chi fa ricerca?
» a dir poco discutibile la norma che permette di destinare il 5 per mille al finanziamento della ricerca: con questo escamotage si cerca di mascherare la mancanza di finanziamenti alla ricerca pubblica, inoltre, non si sa chi potrà accedere a questi finanziamenti né come saranno suddivisi visto che i fondi sono destinati anche al volontariato e alle attività svolte dai Comuni di residenza. Lo Stato italiano, ultimo in Europa nel finanziamento della ricerca, confida nel buon cuore dei cittadini. A chi andranno questi soldi? alle università private o agli enti di ricerca privata, o all’ Iit di Genova, fortemente voluto, contro il parere di tutti, dal Ministro Tremonti?
» previsto che le società possano elargire contributi, completamente detassati, per il finanziamento della ricerca, ma è molto preoccupante che un Dpcm individui le associazioni che avranno diritto ad avere questi contributi e senza che sia prevista nessuna verifica sul tipo di ricerca svolta e se viene realmente svolta; basterà che abbiano lo scopo di svolgere o promuovere ricerca.
Già sappiamo con quanta superficialità sono state accreditate dal Ministro università private.
Nella legge finanziaria sono riformati il Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario e il Comitato d’indirizzo per la valutazione della ricerca. è improprio lo strumento e il modo: una riforma così delicata, che accorpa due organismi con finalità diverse, non può essere inserita in un articolo della legge finanziaria senza alcun confronto né con il mondo accademico e della ricerca né con i sindacati ed inoltre il Ministro, nel furore di riformare dimentica, che la legge 370/99 prevedeva il parere delle Commissioni parlamentari competenti sia sul decreto che ne disciplinava il funzionamento sia sulle nomine dei componenti, con il preciso intento di coinvolgere il Parlamento nella definizione di un organismo così importante per il mondo delle università e della ricerca.