presentazione
La mia banda suona in Umbria
La musica, fra tutte le arti, è quella che più si accorda al sentimento umano, quella che è più strettamente legata, secondo un'opinione comune, al trasporto emotivo e al coinvolgimento profondo dell'intera persona.
Prendiamo in considerazione il frinire basso, ritmico e zigzagante della cicala sulla sommità del pino e il dolce asincrono cinguettare alto dell'usignolo sul ramo del pesco, e uniamoli allo sciabordare continuo dell'onda sulla battigia e alla sua risacca in una giornata particolarmente ventosa. Quattro diversi impulsi sonori della natura che, collegati insieme, sono capaci di comporre un'incredibile armonia. Operazione, questa, che da bambini, sensibili ad ogni stimolo, tutti noi abbiamo esercitato, seppure ancora estranei ai fabemolle o alle chiavi di violino, e di basso per i futuri pianisti. Quegli stessi bambini che un giorno sapranno di canti gregoriani e si appassioneranno al blues, al rock, all'hip-hop, fino a scrivere con le note digitali del computer.
La musica della banda, che il dizionario definisce “orchestra priva di strumenti ad arco”, è formata quasi esclusivamente da fiati e percussioni per facilitare l'esecuzione durante la marcia, ed è legata, in qualche maniera, ad una vera e propria rappresentazione teatrale: la scena, i costumi, l'ordine di esecuzione, i rapporti tra i singoli strumentisti (uno strumento per ogni personaggio) che trasmettono al pubblico una sorta di sogno improvviso, facendo volare lo spettatore al di fuori degli schemi quotidiani. Sarà poi la musica stessa, nel corso dei suoi ritmi e delle sue melodie, a caricare di significato, volta per volta, il singolo brano. E' così che gli alunni di Mugnano sono chiamati a rappresentare su carta attraverso disegni, frasi e canzoni gli stimoli provocati dalla banda del paese in occasione dl suo 80° anniversario.
E' chiaro che il modo in cui il bambino vede, sente e raffigura l'evento è legato alla sommatoria delle esperienze cui è stato precedentemente esposto. I più piccoli si soffermeranno sull'aspetto strettamente cromatico dei costumi o sulla geometria degli strumenti ricalcando magari il linguaggio del fumetto, mentre i più grandicelli tenteranno un approccio realistico nel disegno o si lasceranno trasportare dalla musica per un'interpretazione “letteraria” in forma di filastrocca.
Un ruolo fondamentale giocano i vari simboli strettamente correlati alla banda, dal movimento rapido e deciso delle mani del direttore attraverso il quale la musica prende forma, allo stendardo, nella sua rappresentazione socio-politico-geografica legata alla storia e alle origini del paese, al crocifisso, che diventa tratto pertinente di una funzione specifica (l'aspetto miracolistico), nonostante possa destare dubbi nei ragazzi la connessione tra la gioia della festa e la triste solennità della crocifissione, fino all'aspetto cromatico dell'insieme degli ottoni, dal borbottìo dei tromboni e della tuba allo scroscio chiassoso dei piatti. Una realtà dunque frammentata e personalizzata da ogni alunno, legata allo sguardo del singolo totalmente libera dalla realtà reale.
Nell'espressione artistica non esiste alcun rapporto di simbolo tra un contenuto e una forma distinti l'uno dall'altra: non si esprime qualche cosa - e sia pure un valore spirituale - per mezzo della musica, ma la musica è questo valore spirituale nella sua unica veste ed espressione possibile (Massimo Mila, L'esperienza musicale e l'estetica, Einaudi, pag. 62).
Al di là di tutte le interpretazioni possibili, le infinite sfaccettature grafiche - più o meno verosimili - o descrittive, basate su canzoni o riflessioni, di questa interessante e suggestiva esperienza convergono nel coinvolgimento emotivo del singolo che assurge a poesia, come nel Violinista verde di Chagall e in tutte le sue rappresentazioni dei musicisti in volo nell'azzurro notturno della città, o nella parata felliniana sotto le luci artificiali di Otto e mezzo, o nella favola dei Musicanti di Brema.
Essere coinvolti in un'emozione collettiva, circoscriverne i dettagli e concentrarsi su una sintesi possibile è operazione forte e stimolante che ci permette di scegliere, di prendere coscienza diretta delle cose distinguendone così la nitidezza e la profondità delle forme.