la notizia

?il personale Ata della scuola
Il lavoro che cambia
Gianni Righetti

Un accordo, stipulato in attuazione dell’art. 7 del contratto, istituisce un sistema di valorizzazione professionale aperto a tutti per favorire la carriera, la formazione, la motivazione al lavoro.
Il combinato con la mobilità

Dopo una complicata trattativa, durata oltre due mesi, il 10 maggio 2006, i sindacati scuola hanno sottoscritto con il Miur due importanti accordi che realizzano concretamente una rivendicazione lunga anni: la valorizzazione professionale di tutto il personale Ata della scuola.
Con la definizione dell’accordo nazionale sulle procedure di attuazione dell’art. 7 del Ccnl 2004-2005 e l’intesa per l’accordo integrativo sull’art. 48 dello stesso contratto (sui passaggi di qualifica alle aree professionali superiori) sono state realizzate due delle più importanti rivendicazioni della “Vertenza nazionale unitaria sul lavoro e sui servizi Ata” promossa dalla FLC Cgil e dagli altri sindacati della scuola.
L’insieme dei due accordi costituisce un sistema per la valorizzazione professionale del lavoro che dà due opportunità:
- di conseguire un riconoscimento professionale con la corresponsione di un beneficio economico stipendiale per lo svolgimento di nuove mansioni (art. 7);
- di partecipare a meccanismi di selezione per il passaggio alle aree professionali superiori (art. 48).
La stipula dei due accordi inaugura una nuovo corso: finalmente, dopo tanto tempo, il personale ha la concreta possibilità di partecipare ad un percorso, definito contrattualmente, che valorizza il lavoro di tutti e consente anche di realizzare le proprie aspirazioni di carriera con il passaggio alle aree superiori.
Dopo anni di marginalità e scarsa considerazione dovuti alle scelte praticate dal governo Berlusconi/Moratti, che ha cercato di smantellare il sistema dei servizi scolastici con il taglio degli organici e la precarizzazione del lavoro, questi due accordi segnano un’inversione di tendenza che riafferma la centralità e l’importanza del lavoro Ata per il funzionamento della scuola.
A favore di questo risultato hanno pesato la volontà e la tenacia dei lavoratori Ata che, insieme alla FLC Cgil, hanno costruito le proposte sulla valorizzazione professionale e si sono mobilitati nelle centinaia di iniziative culminate nella manifestazione unitaria del 1. Dicembre 2005 a Roma.
Restano aperti ancora alcuni problemi. Primo tra tutti la questione del precariato, ed in particolare quello Ata, sulla quale la FLC ha lanciato una Campagna nazionale “mai più precari” e ha richiesto al nuovo governo un programma di assunzione in ruolo che copra tutti i posti vacanti. Le altre questioni riguardano la revisione dei criteri per la determinazione degli organici e dei carichi di lavoro, il decentramento amministrativo e la riorganizzazione delle competenze delle scuole, l’assetto dell’Amministrazione periferica. Problemi, questi, aggravati negli ultimi anni dai tagli di organico, che incidono pesantemente sulle condizioni materiali del lavoro Ata e sul funzionamento concreto dell’autonomia scolastica.
Ma vediamo brevemente quali sono i punti più qualificanti dell’Accordo sull’art. 7, rinviando a un intervento successivo l’analisi dell’Intesa sulla mobilità professionale e sui passaggi di qualifica di cui all’art. 48.

Chi, come e quanto

Tutti i lavoratori Ata che, alla data del 7 Giugno 2006, hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato possono presentare la domanda per essere inseriti nel sistema di valorizzazione professionale. L’inserimento avviene sulla base della valutazione dei titoli posseduti: una combinazione tra servizio prestato, crediti professionali, titoli di studio;
Al personale inserito nella graduatoria provinciale sarà riconosciuto dal 1 Settembre 2006, in base al punteggio ottenuto e all’ordine conseguito, il diritto al conseguimento del beneficio economico stipendiale annuo per lo svolgimento di compiti più complessi pari a 1.000 euro per assistenti amministrativi/ tecnici/cuochi e 330 euro per i collaboratori scolastici;
Per conseguire l’assegnazione del beneficio economico il lavoratore deve partecipare a un corso di formazione non selettivo, propedeutico allo svolgimento delle mansioni previste dall’art. 7, basato sullo svolgimento di esperienze pratiche e alla presenza di esperti.

Un sistema circolare

Le graduatorie provinciali per l’attribuzione dei benefici economici previste dall’accordo nazionale sono parte di un sistema a “carattere circolare” pensato per valorizzare gradualmente tutti i lavoratori in base alle risorse previste dal Ccnl (33.000.000 di euro) e da risorse che si rendano disponibili successivamente con il prossimo rinnovo contrattuale. L’accordo con il Miur ha perfezionato ulteriormente questo criterio. Viene, infatti, garantita la validità permanente della graduatoria a carattere provinciale con lo scorrimento anche del restante personale incluso nel caso del pensionamento dei primi beneficiari e/o in relazione all’acquisizione di ulteriori risorse tra un rinnovo contrattuale e l’altro. Tutti coloro che si trovano nelle graduatorie acquisiscono il diritto a percepire il beneficio economico. Chi non lo otterrà in questa prima fase potrà ottenerlo successivamente, mano a mano che ci saranno i pensionamenti e le ulteriori risorse contrattuali. Per queste caratteristiche, il sistema che abbiamo definito costituisce un modello di riferimento anche per le rivendicazioni contrattuali del prossimo quadriennio, le quali, però, dovranno sviluppare ulteriormente i risultati acquisiti realizzando una valorizzazione professionale ancora più accentuata che determini il passaggio graduale ai profili professionali superiori e il conseguente re-inquadramento economico di tutti i lavoratori.

L’autocertificazione dei crediti

La gestione delle procedure per la definizione delle graduatorie sarà garantita dagli Uffici scolastici regionali e dai Csa che definiranno le graduatorie provinciali sulla base di una procedura informatizzata. Il personale interessato presenterà la domanda alla scuola di servizio e dichiarerà il possesso dei titoli e dei crediti tramite l’autocertificazione; la scuola le trasmetterà ai CSA con le relative valutazioni dei punteggi tramite procedura informatizzata.

Le ricadute sul lavoro

Una delle parti più qualificanti dell’accordo riguarda le ricadute sull’organizzazione del lavoro. Averla definita è stato molto importante perché ha reso possibile la piena realizzazione dell’istituto della valorizzazione professionale e l’eliminazione dei rischi di una retribuzione inadeguata delle mansioni svolte ai sensi dell’art. 7.
Spetta alla contrattazione, infatti, la possibilità di riequilibrare le retribuzioni di tutto il personale rispetto al nuovo modello di organizzazione del lavoro conseguente all’art. 7 e ai carichi di lavoro svolti da ciascuno.
In sintesi:
- con l’anno scolastico 2006-2007 il personale incluso nella graduatoria provinciale definitiva per l’attribuzione del beneficio economico verrà inserito nel piano delle attività definito dal Dsga, che è il titolare dello svolgimento delle mansioni previste dall’art. 7, anche se deve ancora completare il percorso di formazione.
La contrattazione di scuola deve:
- tenere conto, nella definizione della nuova organizzazione del lavoro, delle nuove mansioni attribuite al personale ai sensi dell’art. 7, che comportano conseguentemente l’incompatibilità dello svolgimento degli incarichi specifici;
- provvedere, nel caso che i compensi accessori attribuiti ad altro personale per lo svolgimento degli incarichi specifici risultassero superiori alla retribuzione spettante al personale che svolge le mansioni attribuite con l’art. 7, a colmare la differenza tra la retribuzione spettante al personale che svolge le mansioni di cui all’art. 7 e l’eventuale compenso accessorio previsto per l’altro personale utilizzando le risorse destinate alla retribuzione degli stessi incarichi specifici.

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