editoriale

Gli obiettivi irrinunciabili per un reale cambiamento
Enrico Panini

La Flc Cgil ha definito la legge 53/03 una legge di controriforma sin dalla sua approvazione, anzi sin dalla discussione che si aprì attorno alle diverse bozze che la precedettero.
L’abbiamo infatti considerata contraria ai provvedimenti di cui avrebbe avuto ed avrebbe tuttora  bisogno il sistema scolastico per divenire, compiutamente, un sistema di formazione per tutti/e e per tutto l’arco della vita. Si pensi alla necessità di generalizzare la scuola dell’infanzia statale, alla necessità di far fronte alla sempre più articolata complessità della scuola di base, alla quale si chiede non solo di accogliere ma anche di valorizzare e di garantire il successo scolastico agli alunni portatori di culture diversificate; si pensi alla necessità di far sì che un numero più elevato di giovani raggiunga il diploma e la laurea, si pensi alla necessità di ampliare la formazione alle fasce di età più adulte in una società che richiede un sapere sempre più articolato e diffuso. Ma si pensi anche alla necessità di combattere decisamente abbandoni e dispersione scolastica, due voci, putroppo, ancora in espansione.

 

Contro le migliori pratiche educative

Ma, oltre che inadeguata e palesemente gravata da vizi di illegittimità e di incostituzionalità - sui quali abbiamo chiesto al potere giudiziario di esprimersi - e lesiva di prerogative del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, abbiamo giudicato la legge 53 un provvedimento contrario alla storia della scuola italiana, a come questa si è definita  e organizzata  nell’arco temporale di diversi decenni.
Un punto e a capo che ha inteso cancellare le buone pratiche pedagogiche e didattiche ed efficaci impostazioni metodologiche.
Non è un caso che l’opposizione al docente tutor sia stata esplicita e fortissima proprio a partire dalla scuola elementare. Questa figura, infatti, sarebbe stata, non solo, antitetica alla pari dignità e alla collegialità del team docente, ma anche in controtendenza con le pratiche sperimentate in processi di rinnovamento innestati proprio sulla responsabilità condivisa dei docenti.
I provvedimenti connessi alla legge 53 sono stati ostacolati e finora ampiamente bloccati dall’azione congiunta dei docenti, delle famiglie, delle associazioni professionali e sindacali,  fra cui in primo luogo la Flc Cgil.

 

Dalla fase difensiva alla fase propositiva

Le scuole sono state impegnate in uno sforzo immane. Il confronto su provvedimenti confusi e contraddittori, non soltanto per l’oscuro linguaggio ministeriale ma, soprattutto, perché difficilmente riconducibili a teorie pedagogico-didattiche (e per di più in contrasto con la normativa vigente), ha assorbito le energie dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola, al punto che si rischia di vederne compromessa la disponibilità, dopo l’estenuante fase difensiva, all’impegno e al coinvolgimento in una indispensabile nuova fase propositiva.

 

Valutazione: come?

La valutazione è un esempio emblematico.
La partecipazione obbligatoria delle scuole alla somministrazione dei test predisposti dall’Invalsi rischia di indurre atteggiamenti di rifiuto di ogni e qualsiasi sistema di valutazione; il portfolio targato Moratti rischia di far dimenticare le elaborazioni pluridecennali in tema di valutazione formativa e di documentazione educativa. Documentazione certamente propedeutica alla valutazione, ma non nei termini ambigui e pasticciati proposti nel portfolio della Cm 84/05.
Il dibattito attuale sulla valutazione, l’analisi delle sue contraddizioni e difficoltà devono, invece, servire ad un’idea di prospettiva da coltivare da subito.
La Flc Cgil ha già cominciato a dare il suo contributo elaborando il programma per la conoscenza e discutendolo con i soggetti politici e professionali interessati ad un reale cambiamento.
Questa necessità è stata avvertita con grande anticipo dalla nostra organizzazione, tanto che nell’ottobre 2004 è iniziata formalmente la nostra discussione programmatica, terminata sei mesi dopo con la definizione di una proposta compiuta. Il “Programma per la Conoscenza” è divenuto parte integrante dei documenti congressuali presentati e approvati dal primo congresso nazionale della Flc. La nostra elaborazione è frutto di centinaia di ore di discussione e ha coinvolto circa 50.000 persone.
L’abrogazione della legge 53 è e resta un obiettivo irrinunciabile, ma tale obiettivo non sarà condizione sufficiente al superamento dei problemi che assediano il nostro sistema scolastico.

 

Questo numero della Rivista

Il lavoro che di seguito presentiamo è un primo piccolo tassello che va letto proprio in questa prospettiva, un contributo per andare avanti, senza perdere memoria delle buone pratiche e per la  focalizzazione di una tematica centrale per la scuola dell’autonomia.
Contemporaneamente è un buon testimone del lavoro di elaborazione e di approfondimento che la nostra organizzazione ha messo in campo in questi anni.
Agli slogan del Ministro Moratti non abbiamo contrapposto altri slogan, ma memoria, studio, proposta, iniziativa.
Per questo siamo risultati vincenti.

 

 

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