introduzione

Ritrovare il sentiero della valutazione
Mirella Castagnoli, Liliana Fassa e Giovanna Zunino

 

La nostra seppur breve ricerca ci ha confermato che la valutazione è un’azione complessa intrinseca all’idea stessa di scuola, collegata alle funzioni/compiti che la società affida alla scuola, e inscindibile dal  concreto fare scuola.
Un percorso educativo di apprendimento, infatti, deve essere prima  progettato/programmato e poi costantemente seguito, verificato, “ri-tarato” nel corso del suo svolgimento, tenuto conto di tutte le variabili e le interazioni date dal contesto: ambiente, classe, aula, bambino/alunno, adulti di riferimento e da tutte la rete delle relazioni che tra essi intercorrono.

 

Il rigore e il sapere professionali

Valutare, in itinere o  a fine percorso richiede formazione e  professionalità tanto sul versante dei contenuti (il sapere adulto) quanto sul versante educativo (il saper fare didattico ed il saper essere relazionale).
Le azioni del valutare devono potersi avvalere tanto del rigore del sapere professionale per valutare i processi di apprendimento quanto della delicatezza delle relazioni educative per sostenere  il processo formativo del bambino/alunno in crescita.
Non è nostra intenzione  spingere la consapevolezza della complessità fino alla mitizzazione, che poi induce alla rinuncia, anzi. Tuttavia, nell’azione del “valutare” la complessità è un dato che va assunto e in qualche misura “governato”. 

 

Una stagione irripetibile

Una volta di più ripercorrendo la nostra storia di insegnanti abbiamo compreso di avere vissuto una stagione importante e forse  irripetibile, ricca di fermenti di rinnovamento e di idee  “rivoluziona-rie”  nella e per la scuola. Pensiamo con l’orgoglio di chi può dire “io c’ero” alla stagione dei Nuovi Programmi, degli Ordinamenti, degli Orientamenti e delle Sperimentazioni che ne sono seguite per la Scuola media, elementare, e dell’infanzia.  In questo viaggio a ritroso abbiamo anche  visto con estrema chiarezza come la legge 517 del 1977 sia stata in tema di valutazione  una tappa  cruciale, un  crinale che ci porta a  parlare di un prima e di un dopo, ma abbiamo anche compreso come sia necessario andare oltre, continuare la ricerca, inoltrarsi nei sentieri  impervi dell’autovalutazione, della metacognizione, della valutazione per il miglioramento.
Pollicino, eroe di una celebre fiaba, seguendo nel bosco la traccia dei sassolini ritrova, per sé e per i fratelli, la strada  che lo riporta a casa.
Noi, intrecciando storia familiare e storia professionale, abbiamo seguito le tracce che ci portano dagli albori della “scuola dell’obbligo”  ai nostri giorni e delineano  il sentiero della Valutazione. Non è stata la nostalgia a spingerci a ricercare il sentiero, ma la convinzione che solo chi ha memoria del passato può progettare il futuro.

 

 

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