presentazione

Autonomia, un concetto e una pratica
Simonetta Fasoli

L’Autonomia scolastica (As) e il Dirigente scolastico (Ds) sono stati al centro delle riflessioni dei molti seminari che hanno accompagnato l’elaborazione del programma che ora è il fondamento su cui la Flc Cgil imposta la sua iniziativa di Sindacato programmatico e su cui le categorie della scuola università e ricerca organizzate dalla Flc Cgil chiamano all’unità confederale e sfidano la politica sulle proposte oltre che sulle lotte.
Il Convegno dei Dirigenti scolastici della Flc Cgil, che si è tenuto a Trevi proprio sul tema dell’autonomia nel maggio scorso e dei cui lavori questo fascicolo pubblica una parte, si inscrive dentro questo percorso e si propone di approfondire le tematiche del programma dal punto di vista di chi le scuole le dirige. 
L’autonomia è ancora sinonimo, nella percezione di molti, ma anche nei resoconti degli addetti ai lavori, di “fai da te”, casualità, bricolage, progettificio. Da ciò un senso  diffuso di confusione e disorientamento. Col Ministro Moratti e le sue riforme poi, con l’enfasi posta sulla scuola come servizio ad uso e consumo delle famiglie viste come clienti, si sono registrati due fenomeni contrapposti: un oggettivo restringimento degli spazi dell’autonomia, da una parte, e, dall’altra, una consapevolezza più diffusa dell’autonomia come strumento di contrasto a operazioni controriformatrici e come grande risorsa per sviluppare, in non pochi casi,  coinvolgimento, motivazione e protagonismo degli operatori scolastici e a rilanciare progettualità e innovazione.

Ragionamenti e ipotesi di lavoro

Negli interessanti interventi che seguono si vuole esplorare da una parte  i problemi e le opportunità di questa fase e dall’altra sviluppare ragionamenti e produrre ipotesi di lavori sulla collocazione e sul ruolo del Ds nei processi in atto che afferiscono a questa tematica, ma anche ipotizzare possibili conseguenti  indicatori sul terreno dei comportamenti professionali. Vediamone alcuni.
1. Quale relazione tra autonomia del DS e Autonomia Scolastica? In altri termini, come vanno declinate le autonome funzioni dirigenziali di promozione, in ordine allo sviluppo dell’autonomia scolastica sul terreno dell’organizzazione, della didattica e della ricerca? Si tenderà a sviluppare tale tematica dentro la più ampia cornice della relazione tra autonomia del Ds e As, da una parte, e sistema delle autonomie dall’altra, sia sul fronte della filiera “Istruzione”, sia su quello della filiera “Enti territoriali” a cui le scuole si rapportano.
2. Come promuovere e  sviluppare l’autonomia delle istituzioni scolastiche sia approfondendo-precisando la funzione dirigenziale, sia favorendo sperimentalmente, anche attraverso la contrattazione di scuola e la valutazione-autovalutazione di Istituto, utilizzazioni funzionali delle professionalità  sul fronte della scuola come organizzazione.
In considerazione delle caratteristiche e delle dimensioni delle istituzioni scolastiche, come va esercitato il ruolo del Ds in relazione ai poteri di gestione e di indirizzo? e inoltre, rispetto ad essi, quali misure e quale cultura si rendono necessarie perché il Ds diventi effettivamente un soggetto in grado di assicurare qualità e autonomia all’azione amministrativa, in coerenza con le scelte del Piano dell’Offerta Formativa

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